Sicurezza
Strage di Sant'Anna, la Germania non fa giustizia
La procura di Amburgo ha archiviato il procedimento contro Gerhard Sommer, l'ex militare nazista che partecipò all'eccidio
STAZZEMA. Svolta nell'inchiesta sulla strage di Sant'Anna di Stazzena: la procura di Amburgo ha archiviato il procedimento contro Gerhard Sommer, l'ex militare nazista di 93 anni, sulla cui posizione la giustizia tedesca aveva deciso di riaprire il procedimento. Lo ha detto all'Ansa l'avvocatessa Gabriele Heinecke. La Procura ritiene che Sommer non sia in condizione di affrontare il processo.
"Lo psichiatra che ha valutato le condizioni di Gerhard Sommer - aggiunge l'avvocato Heinecke, legale del presidente dell'associazione martiri di Sant'Anna Enrico Pieri - si è basato solo sulle dichiarazioni di Sommer e della figlia. Questo è l'errore della decisione. La procura ha però stabilito che Sommer sarebbe condannabile per omicidio, se fosse in grado di intendere e di volere. Un passo importante».
"È una scelta che lascia l'amaro in bocca - ha commentato la deputata del Pd eletta in Germania Laura Gavarini - la giustizia tedesca non consente processi in contumacia ed era prevedibile che Gerhard Sommer, l'ex nazista di 93 anni, non fosse in grado di affrontare il giudizio. Mi pare dunque che sia una motivazione tecnica quella che ha portato alla decisione di archiviare il procedimento sulla strage di Sant'Anna di Stazzema. La volontà della Procura di Amburgo era di svolgere il processo e questo mi pare sia l'aspetto significativo. Una delegazione del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Germania, costituito da parlamentari dei due paesi, si recherà quanto prima a Sant'Anna per esprimere solidarietà e vicinanza alla città, alle autorità e alle vittime».
Dell'archiviazione si duole anche il procuratore militare di Roma Marco De Paolis, che in Italia istruì il processo conclusosi con la condanna all'ergastolo dello stesso Sommer e di altri 9 ex militari nazisti (nel frattempo deceduti) tutti accusati della strage di Sant'Anna di Stazzema. «Ma questa decisione, vista l'età dell'imputato, un
pò ce l'aspettavamo», ammette il magistrato, commentando l'uscita dalla scena giudiziaria di Sommer, ritenuto
dalla magistratura tedesca incapace di affrontare il processo.
«Non mi stupisco di questo epilogo, ma mi dolgo del fatto - afferma De Paolis - che la giustizia tedesca non sia riuscita a raggiungere lo stesso risultato di quella italiana. Una sentenza che avesse riconosciuto la responsabilità di Sommer avrebbe avuto un valore molto importante, non solo da un punto di vista giudiziario e di ristoro morale per i parenti delle vittime, ma anche storico».
Tuttavia, il procuratore ribadisce la propria «gratitudine» alla magistratura tedesca e in particolare alla procura di Stoccarda «grazie alla cui collaborazione siamo riusciti a istruire in Italia il processo e a portarlo a conclusione, con dieci condanne definitive all'ergastolo».
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