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Versilia

La città piange il signore dei rubinetti

La città piange il signore dei rubinetti

Addio ad Angelo Ponsi, per 40 anni a capo della storica azienda. Un imprenditore che amava scrivere

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VIAREGGIO. Addio al signore dei rubinetti. Si è spento a 95 anni, nella sua casa di Camaiore, Angelo Ponsi: per quarant’anni ha tenuto le redini dell’azienda di famiglia, la storica e conosciutissima rubinetteria, prima nella sede di via Pucci e poi nell’attuale sede del Terminetto. Rubinetteria che dal 2008 non appartiene più alla famiglia: oggi il marchio è della bresciana Ercos.

Era un imprenditore illuminato, Angelo Ponsi. Viareggino doc, cresciuto in una villetta di via Vespucci - comprata dal padre quando arrivò in città negli anni Trenta - nel Dopoguerra aveva preso la redini della Ponsi. Trasformandola in un’azienda modello, simbolo del boom economico e dell’Italia (e della Viareggio) felice di quegli anni. Dal 1946 al 1988 è stato presidente e amministratore delegato, con il supporto dei soci, rigorosamente tutti familiari. Erano gli anni del risveglio intellettuale del Paese dopo la tragedia della guerra. La Ponsi l’aveva fondata nel 1935 il capostipite Pellegrino, originario della Garfagnana. Che dopo aver fatto fortuna in giro per il mondo costruendo strade, scelse di venire a vivere e lavorare a Viareggio. Acquistando l’ex fonderia Di Ciolo in via Pucci, nella zona dell’ex Gasometro. La fonderia divenne rubinetteria, poi trasferita nel 1961 nell'attuale sede nel quartiere Terminetto. Qui Angelo Ponsi ha continuato a lavorare fino alla pensione. Ma oltre al lavoro e al successo professionale, la grande passione di Angelo Ponsi era la scrittura. Era stato giornalista col “Mondo” di Pannunzio e con “L’Avanti”. Pubblicò due romanzi, “La dichiarazione” e “Angelino”, il primo con Elio Vittorini. Faceva vita ritirata a Viareggio ma frequentava gli intellettuali: Carlo Cassola, Manlio Cancogni, Romano Bilenchi, Giorgio Bassani. Con loro condivise la passione per la letteratura e gli ideali progressisti.

Angelo Ponsi lascia tre figli: Maria, Alberto e Nicola. L’altra figlia, Silvia, era scomparsa in un incidente in montagna negli anni Sessanta. La moglie Elena Franchetti, invece, è deceduta nel 2009. I funerali sono in programma oggi alle 15 nella chiesa della Misericordia al Marco Polo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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