Gioco
Fumata bianca sui lavori contro i divieti in spiaggia
I progetti ora ci sono. Del Dotto: «A luglio l’installazione degli impianti sui fiumi» Entro agosto il via alla sperimentazione: è la prima del genere al mondo
CAMAIORE. Il duplice fischio finale è là da venire. Ma, restano in clima calcistico, le squadre dopo lunga preparazione sono finalmente scese in campo e sono pronte a disputare la partita vera. Quella dell’installazione degli impianti di ionizzazione. Tecnicamente impianti che disinfettano l’acqua inquinata da batteri immettendo energia elettrica che genera il plasma, un gas ad alta energia, con funzione antimicrobica. Così se nei fossi finisce acqua di fogna - e purtroppo succede come dimostrano i numerosi divieti di balneazione negli anni in Versilia - viene intercettata e purificata prima dell’arrivo in mare. Salvando le spiagge e ovviamente l’intera economia turistica della Versilia dalla figuraccia e dal danno dello stop ai tuffi. Come finirà la partita? Dipende. In campo potrebbe esserci anche un futuro Messi ma non si sa ancora: gli impianti vanno sperimentati perché sono i primi del genere la mondo.
Il progetto. La tecnica della ionizzazione non è mai stata sperimentata sui corsi d’acqua e - come prevedono i progetti discussi da Comuni, Regione, Arpat, Consorzio di bonifica e numerosi altri enti coinvolti in questa emergenza ambientale - all’interno delle vasche delle idrovore dove. I progetti sono cinque in tutto, tre impianti a ridosso delle foci dei Fossi Fiumetto e Motrone a Pietrasanta e di Fossa dell’Abate tra Viareggio e Camaiore. Gli altri due nelle vasche delle idorvore. L’investimento? Quel milione e 850mila euro messo a disposizione dalla Regione nove mesi fa. A spenderlo, per conto dei Comuni interessati, sarà Camaiore, ente capofila nella realizzazione del progetto. Che sarà studiato dall’Università di Pisa trattandosi di una epserienza inedita. Ma soprattutto, e questa è la seconda parte della sperimentazione che sarà avviata, sarà monitorato costantemente da Arpat. L’agenzia regionale «avrà in mano l’interruttore degli impianti - spiega il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto - cioè potrà intervenire in qualunque momento a fronte di problematiche che potranno venirsi a creare in relazione all’attivazione degli impianti». Ma non è tutto: «Arpat monitorerà costantemente la qualità delle acque a monte e a valle degli impianti: per capire cosa arriva con l’acqua e quando. E quale sarà la qualità dell’acqua dopo la ionizzazione. In pratica saremo sempre a conoscenza delle caratteristiche dell’acqua che arriva in mare: quando Arpat andrà a fare i prelievi mensili in pratica saprà già cosa trova». Una garanzia in più non solo per l’ambiente ma anche per la salute dei cittadini.
I tempi. «La progettazione è praticamente definitiva - continua Del Dotto - e pronta per essere dettagliata e messo in esecuzione con la gara. I progetti andranno in conferenza dei servizi tra 10-15 giorni. In quella sede dovranno essere rilasciate tutte le autorizzazioni». Un lavoro impegnativo che coinvolgerà almeno una ventina di enti con competenze specifiche sulla materia. Poi l’affidamento dei lavori e la posa in opera degli impianti «prevista nel mese di luglio - spiega ancora il sindaco - ad agosto la sperimentazione. L’ambizione è quella di cominciare il prima possibile: la conferenza dei servizi chiuderà un ciclo amministrativo, poi si passerà alla questione contratti e lavori. Chi farà l’intervento avrà anche in gestione gli impianti per due anni».
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