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Versilia

Rifugiati al Cavanis? Tutto falso

Rifugiati al Cavanis? Tutto falso

Il Comune smentisce le voci che annunciavano l’arrivo di immigrati nella villa

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CAPEZZANO. La giorni la voce circolava a Capezzano Pianore: «Nella villa dei Cavanis di metteranno gli immigrati». «Ne faranno una casa per i profughi che arrivano con i barconi». Paura, rabbia, proteste. A quanto pare dle tutto ingiustificate. A sgomnbrare il campo da possibili trasformazioni della proprietà Cavanis di Capezzano in un rifugio per immigrati ci ha pensato il sindaco. «Profughi nella Villa dei Borbone? Ero rimasto ai bordelli e ai campi rom un po' ovunque» ha risposto ironicamente il sindaco Alessandro Del Dotto.

«C'è chi amministra e governa il territorio, fra gli ingenti debiti ereditati e le odierne rivoluzioni del sistema amministrativo - commenta - e chi ha tempo per andare in bicicletta o inventarsi problemi in due settimane, senza rendersi conto che così getta discredito non su un Sindaco o una parte politica, ma su una frazione intera del nostro territorio». Del Dotto ricorda come «a inizio anno avevamo iniziato a preparare Demetra come sempre, perché ci vogliono mesi di preavviso agli espositori; poi, il vento forte ha fatto saltare il banco, e questa cosa della sospensione l'abbiamo condivisa con le sigle degli agricoltori e la frazione di Capezzano. Mi spiace che ci sia ancora chi finge che non esistano tetti scoperchiati e serre abbattute, proprio a Capezzano: fino a due settimane fa certa gente non ricordava nemmeno dove stava il Municipio, mentre le opposizioni che erano in carica non hanno fatto nemmeno una telefonata per dare una mano...». Il Sindaco liquida come «polemica puramente elettorale» quella sollevata dalle opposizioni, a distanza di una settimana dal voto, «mirate solo a far leva sui temi della paura, da maestri del vuoto senza proposte» e spiega: «Villa Le Pianore è rimasta per mesi in attesa degli ingenti interventi della proprietà, che si è potuta muovere solo negli ultimi giorni: è anche a causa dell'incertezza sui tempi di questi interventi che abbiamo deciso di rinviare la data della Fiera, da fissare a partire da tre/quattro mesi di distanza dal momento della completa agibilità, per dare tempo agli espositori di rispondere e organizzarsi a fronte del nostro invito». «Qello degli immigrati è un tema serio - conclude - sono esseri umani, non pacchi da parcheggiare in una villa ottocentesca o spauracchi da usare in campagna elettorale».

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