Il Tirreno

Versilia

Rapine alla ex fidanzata: sotto accusa giovane di Camaiore

Matteo Tuccini
Il tribunale di Lucca
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Il tribunale di Lucca

Interrogato dal giudice l’uomo arrestato per stalking dai carabinieri. Lui nega tutto: auto e bancomat me li ha dati lei

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CAMAIORE. È accusato di aver rapinato per due volte la ex fidanzata, oltre che di averla minacciata di morte. In un’occasione le avrebbe preso il bancomat, nell’altra addirittura le avrebbe portato via l’auto. In tutti e due i casi - secondo gli inquirenti - al termine di liti furibonde.

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A finire nei guai un ventinovenne di Camaiore, che giovedì 21 è stato arrestato per stalking dai carabinieri. Lunedì 25 il giovane - assistito dagli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi - è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Riccardo Nerucci. L’uomo - che è agli arresti domiciliari - ha negato ogni addebito sia per quanto riguarda le presunte rapine, sia per le minacce.

In particolare, per le prime ha sostenuto di aver ricevuto dalla stessa ragazza sia il bancomat che le chiavi dell’auto, e non di averglieli strappati con la forza dopo una lite.

Anche sulle minacce l’accusato minimizza l’accaduto. Secondo i carabinieri - che lo hanno bloccato e perquisito - hanno avuto il loro culmine quando il giovane è stato trovato in stato di ubriachezza con una lama di 25 centimetri, a poca distanza dall’abitazione della sua ex ragazza. Il giovane, invece, sostiene che non era affatto vicino alla casa della ragazza, e che quella lama era solo uno scherzo di cattivo gusto fatto assieme agli amici.

La vicenda - una delle tante riguardanti i rapporti tra uomini e donne finiti in maniera burrascosa - è emersa venerdì dopo l’arresto fatto dai carabinieri, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Lucca Nerucci. I militari hanno riferito che la ragazza, dopo la fine della relazione con l’ex compagno, ha vissuto un incubo durato mesi. Secondo gli inquirenti l’uomo non accettava la fine del rapporto, e ha perseguitato la donna con insulti e anche minacce di morte. Poi l’episodio della lama, che ha portato la donna a temere per la propria incolumità.

A quel punto sono state attivate le procedure del Codice rosa, protocollo speciale nato proprio per situazioni di violenza sulle donne, o di rischio per la loro incolumità, a causa di uomini potenzialmente pericolosi. Ora dovrà essere l’inchiesta del pm Antonio Mariotti a chiarire definitivamente tutti i punti di questa vicenda delicata e dolorosa.

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di Redazione web