Lutto
La libreria di Gae Aulenti in vendita a offerta libera
Da tempo è imballata in un fondo commerciale di via Vespucci Smantellata con la chiusura della Galleria del Libro rischia di andare perduta
VIAREGGIO. La libreria che nel 1973 Gae Aulenti progettò per la Galleria del Libro esiste ancora: è in un fondo chiuso in città e i proprietari, che anni fa la salvarono dalla distruzione, però adesso hanno necessità di disfarsene e il suo destino così è di nuovo in ballo. Un destino, quello degli edifici storici della Passeggiata di Viareggio – (e con essi dei loro pregiatissimi arredi) – che è passato e continua a passare fatalmente attraverso un paio di scarpe, anzi molte paia di scarpe e uno stesso marchio: Aw Lab. Per far spazio al nuovo punto vendita di calzature sportive (ora in fase di trasferimento di sede) è stato smantellato poche settimane fa lo “Chalet Martini”, unico superstite del famoso incendio che nel 1917 distrusse la Passeggiata liberty di Viareggio, così come nel 2012 fu demolita la “Galleria del Libro” di Graziella Pasquinucci, costretta ad arrendersi e a chiudere i battenti per l’arrivo di un vicino troppo ingombrante: la libreria Mondadori.
Allora come oggi curiosi, amici ed estimatori si sono chiesti della destinazione degli arredi interni dei due negozi storici: e mentre in questi giorni ci domandiamo «Che fine faranno i mobili dello Chalet Martini?», anni fa la stessa domanda si poneva per l’arredamento progettato nel 1973 da Gae Aulenti , la più importante architetta italiana del secolo, ovvero colei che ha firmato- tra i tanti - il Museo d’Orsay di Parigi.
Ecco, gli scaffali della libreria che per anni hanno accolto migliaia di volumi, oggetto di culto e di desiderio di tanti frequentatori della Galleria del Libro, divenuta nel tempo una sorta di cenacolo letterario (ci bazzicavano Cesare Garboli, Giorgio Forattini e altri illustri intellettuali), hanno un indirizzo: via Vespucci. È qui che sono ricoverati da quando la Galleria chiuse i battenti per trasformarsi in un comune negozio di scarpe: divenuti inutili e non funzionali alla nuova destinazione d’uso, gli scaffali usciti dalla penna di Gae Aulenti (e paradossalmente ancora ricordati nel cartello che troneggia fuori dal negozio) furono smontati e accantonati, peraltro non in ottime condizioni a causa di alcuni allagamenti che il negozio aveva subito. Troppo costoso, eventualmente, per la nuova proprietà anche restaurarli e recuperarli.
Per evitare però che questo patrimonio artistico facesse una brutta fine, gli arredamenti furono presi a cuore da un assiduo frequentatore del negozio di Graziella Pasquinucci, il commercialista (e amministratore della società immobiliare di famiglia) dottor Giovanni Vacchelli Casoni: commercialista per necessità, ma con un passato da professore associato di storia economica all’Università di Pisa e una passione smisurata per i libri. In particolare quelli di Michel de Montaigne. «Mio padre – racconta la figlia Bianca - ha sempre avuto una predilezione per lo scrittore e filosofo francese Montaigne. Delle sue opere possiede edizioni rarissime e antichissime, così come di altri filosofi e pensatori francesi. Ma la sua passione per i libri va oltre: alla Galleria, così come a La Vela, è sempre stato di casa. Farlo felice è regalargli un libro; in tutti i suoi viaggi il punto fermo era entrare in libreria e portare a casa qualche pubblicazione particolare, meglio se introvabile». E tra tanti volumi un sogno: metterli i a disposizione degli altri, di tanti altri appassionati di cultura, storia, filosofia e letteratura realizzando una biblioteca aperta alla città, proprio in uno dei fondi che la famiglia, titolare anche di una società immobiliare, possiede. «Con questo scopo – prosegue la figlia Bianca - quando Graziella Pasquinucci dovette disfarsene mio padre si fece avanti, e pagando le spese di smontaggio, prese la libreria di Gae Aulenti per utilizzarla e farne proprio una biblioteca. Purtroppo, per varie vicissitudini della vita, le cose non sono andate come mio padre aveva pensato e progettato, così gli scaffali, molti dei quali hanno ancora le etichette dei generi letterari (saggistica, romanzi etc) sono rimasti chiusi e inutilizzati in uno dei nostri fondi. Le condizioni non sono buonissime, la struttura è tutta a pezzi ed accatastata e l’unico che potrebbe ricostruirla potrebbe essere il falegname che a suo tempo l’ha smontata. Ora però abbiamo necessità di liberare lo spazio e dobbiamo disfarci della libreria: consapevoli del grande valore storico, artistico e anche affettivo chiediamo alla città di farsi avanti, lanciamo un appello nel caso ci fosse qualcuno che volesse prenderla in blocco e anche in parte, magari con un’offerta libera o accollandosi le spese di trasporto, su questo poi ci metteremo d’accordo. Confesso che abbiamo provato a metterla anche su e-bay, ma per ora non abbiamo avuto alcun riscontro. Il rischio però è che vada bruciata e questo sarebbe veramente un delitto».
Chi fosse interessato alla libreria di Gae Aulenti ora in possesso della famiglia Vacchelli Casoni può mettersi si in contatto con la Società immobiliare IM.MO spa 0584 962944 oppure al 338 7923422 oppure una mail all’indirizzo biancavacchelli@immo.spa.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
