Il dolore
I progetti seri restano nascosti
Viareggio: non si parla della vendita del porto, né del rilancio del mattone. Oltre il dissesto ci sono grandi affari
VIAREGGIO. Stefania Sandrelli si è schierata. Scegliendo il Pd . Perché Viareggio ha voluto distinguersi anche questa volta. C'è un candidato ufficiale del Partito democratico, Luca Poletti, ma contro di lui corre un altro esponente del Pd, Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Capannori. Con lui tanti democrat e non solo. Ma fa specie che sia appoggiato dall'unica senatrice pd della Versilia, Manuela Granaiola.
Una situazione intricata, ma che non ha creato passioni, lacerazioni, lotte fratricide. Almeno apparentemente. In realtà in Versilia _ perlopiù zona marginale rispetto alla grande politica regionale _ si giocano due partite molte importanti all'interno dei due schieramenti.
Una parte del Pd spera che a Viareggio vinca Del Ghingaro e a Pietrasanta Massimo Mallegni, esponente del centrodestra, per preparare la resa dei conti e immaginare nuovi scenari e nuove carriere. Nel centrodestra, da Mallegni in là ci si schiera contro Giovanni Santini, plenipotenziario per anni di Verdini, quindi in disgrazia rispetto all'ascesa di Deborah Bergamini, la deputata viareggina, già segretaria di Berlusconi, che ha sconfitto l’ex macellaio nel controllo del partito in Toscana.
Come nel mondo dello spionaggio, niente è quello che sembra. Viareggio è al dissesto, ma ha ancora asset milionari, come pochi in Toscana. Ha mezzo porto di proprietà comunale che può essere venduto, con tanto di piano già approvato per una darsena da 350 posti. E qui si gioca una partita che vale un'intera legislatura.
Ha il Principe di Piemonte da vendere. Ovvero il primo stabilimento balneare d'Italia ad avere la piscina (era il 1938) che comprende anche due ristoranti e due sale congressi. Ha una decina di hotel chiusi che potrebbero diventare appartamenti, con incassi milionari in oneri di urbanizzazione. Ha l'area ex Salov, imbottigliatrice d'olio, dove fare un mega centro commerciale. Ha in ballo un regolamento urbanistico, ovvero come e dove costruire che vale (o meno) il rilancio della città. Nel 2009, ultimo anno del boom edilizio, solo a Viareggio si sono vendute 700 case, con un giro d'affari minimo di 200 milioni di euro. Roba grossa, evidentemente.
Serve fantasia certo. E idee. Come sta sviluppando Adalgisa Mazza, presidente del Festival Pucciniano. Non ci sono soldi? E allora si è rivolta al nuovo padrone cinese dell'Olio Sagra, fatto in Versilia, per avere una sponsorizzazione. E sta cercando la mediazione coi cinesi attraverso Marcello Lippi, il primo italiano ad avere conquistato la coppa d'Asia per club.
Il Pucciniano è un altro asset strategico con un lavorio segreto per mettere insieme le Fondazioni di Lucca e quella di Viareggio, ma sotto il controllo lucchese. E intanto Mimmo D'Alessandro, il noto promoter, sponsorizza un candidato e annuncia: «Porterò Elton John e Paul Mc Cartney a Torre del Lago. Tutta la musica pop nasce da Puccini». Il che è anche vero.
Porto, turismo, mattone, cultura. Tutti argomenti affrontati in maniera desolatamente generica. Almeno in pubblico. Poi certo quando si va a trattare col blocco edilizio (migliaia di posti di lavori in una città che ha 200 agenzie immobiliari) o quello nautico (1500 posti di lavoro, ma erano il doppio nel 2008) si entra nella carne viva della città.
La politica sa che i soldi ci sono. C'è il tesoro delle Fondazioni bancarie, i cui contributi vanno soprattutto a Lucca. Ci sono i soldi e il patronage della Regione. Cosa farà Rossi, se non vincesse il consanguineo (di partito) Poletti?
E cosa faranno i balneari se la Bolkestein stroncherà ogni velleità di salvare i bagni? Viareggio ha 100 stabilimenti balneari, valore medio 2 milioni di euro, ma senza il rischio aste raddoppiano.
Renzi dichiara a Napoli che la camorra si batte coi posti di lavoro. Il ragionamento vale per Viareggio, dove in troppi _ soprattutto a destra _ hanno ragionato molto di sicurezza (i marocchini spacciano, i rom rubano, i senegalesi fanno gli abusivi, ma sono gli italiani che ammazzano la brava gente, vedi omicidio Iacconi) e poco di lavoro. Che potrebbe essere anche figlio di meno tasse per negozi e imprese.
Di tutta la polpa di una società, compreso il rischio di perdere le eccellenze nella sanità, si è parlato poco. Essere netti in politica vuol dire perdere consensi. Essere seri vuole dire non essere capiti da chi ragiona di pancia. Essere entusiasti vuole dire scontrarsi con i «no tutto». E allora forse, Viareggio è troppa Italia per esserne migliore.
Corrado Benzio
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