Gioco
Bolletta del gas da 3500 euro a una maestra
La protesta a Pietrasanta: «È da maggio 2103 che aspetto quel conto da Eni. Ora non ho soldi neppure per le rate»
PIETRASANTA. E’ maestra e vive con un fratello invalido. Anna G. sta a Traversagna di Pietrasanta, fa l’insegnante elementare e chiede spazio al giornale perché sa che il problema non riguarda solo lei.
Da due anni, dal maggio 2013, non riceve la bolletta del gas. Non sono servite cento telefonate all’Eni, ma anche fax, puntate sul negozio Enigas per arrivare a capire quanto doveva pagare per il riscaldamento della sua casa in Traversagna. Vedeva il contatore, capiva che il conto cresceva e viveva con questo patema d’animo. Intanto la madre stava sempre più male fino a che nel luglio del 2014 se ne è andata.
Frugando in ogni cassetto, diciamo così, alla fine Anna G. qualche cosa ha scoperto. «Io ho il contratto con Eni, già Toscana gas. Alla fine delle mie cento telefonate è spuntato fuori che mi sta per arrivare una bolletta con tutti gli arretrati di questi 24 mesi. Sono circa 3500 euro. Una cifra enorme per chiunque, ma soprattutto per me. E e mi fa rabbia l’idea che ho continuato a sollecitare l’arrivo del conto. Me ne fossi fregata, beata di non pagare, qualcuno poteva anche rimproverarmi. Ma così non è stato. Ho cercato in questi due anni di capire qualcosa. Di cosa stava succedendo delle mie bollette del gas, quando invece Enel per la luce era regolarissima.
L’Italia è francamente un paese strano: ci si deve preoccupare non solo di pagare, ma anche quando non vedi il conto.
Anna G. si è rivolta anche all’associazione dei consumatori. «Loro, giustamente, chiedono i soldi di iscrizione per pagare gli avvocati e io non me la sono sentita di tirarli fuori. Perché mi sentivo nel giusto».
A questo punto cosa accade? Che Anna chiede di poter rateizzare quella cifra enorme quanto insulsa.
All’Eni le hanno già fatto il conto, via telefono. Deve pagare 284 euro al mese per un anno. Insomma i 3500 euro sono divisi su 12 mesi.
«E come faccio a pagare quei 284 euro al mese, come se poi non ci fossero in ballo le altre bollette del gas? Come se non dovessi campare, io e mio fratello perchè nel frattempo mia madre se ne è andata».
Anna non si nasconde dietro un dito: «Io sono maestra elementare e i nostri stipendi li conoscono tutti. Vivo con un fratello che è invalido. Non lavora e lo Stato gli passa una pensione che non supera i 200 euro. Questa è la situazione. Anche a rate non riesco a restituire quei soldi».
Resta in aria il perché di una tale disservizio. Come se anche l’Eni non avesse bisogno del cash che arriva dagli utenti. Insomma, come se non fosse interesse della stessa azienda a riscuotere nei tempi più brevi possibile.
«Mi hanno liquidato dicendo che è un problema del computer, insomma che i miei dati in qualche modo erano spariti dai loro archivi elettronici. Io so che il mio non è un caso isolato, c’è tanta gente nelle mie condizioni. E parlo solo di qui a Pietrasanta, chissà nel resto della Versilia. Gente che aspetta da un anno , chi da 8 mesi la nuova bolletta. Per fortuna dei miei cittadini nessuno è forse nelle mie condizioni. Per questo ho voluto che i giornali sapessero».
In attesa, povera signora Anna, di vedere quella bolletta-monstre e capire come fare a pagare. E soprattutto in attesa, magare, di una qualche scusa da parte dell’Eni, che è ancora – nonostante tutto – un’azienda dello Stato italiano.
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