Proteste
Strage: un mese tra memoria e solidarietà
Tante le iniziative che porteranno al 29 giugno. «Per non dimenticare mai»
VIAREGGIO. Un mese intero, dedicato alla memoria e alla solidarietà, per arrivare passo dopo passo alla notte del 29 giugno 2015, sei anni dal disastro ferroviario che si è portato via trentadue vite, ha seminato Viareggio di lutti e costretto i feriti a combattere per sempre con le conseguenze delle ustioni. Parola d’ordine «non dimenticare. Se mai fosse possibile», per dirla con Federico Pedonese, consigliere comunale di Camaiore, volontario quella notte maledetta. Pedonese mette in campo l’associazione di volontariato a favore dei malati Sla e tira un filo con il 29 giugno ed i suoi protagonisti.
Lo stesso filo che lega tutti coloro che hanno riempito di appuntamenti la marcia di avvicinamento alla giornata di commemorazione che prevede anche il corteo (20,30, partenza dal via Ponchielli). «Tra poco sarà il sesto anniversario di una tragedia ferroviaria annunciata che poteva essere evitata: questa è la realtà», ricordano i familiari delle vittime, riuniti nell’associazione “Il mondo che vorrei”. Realtà con la quale ogni giorni si ritrovano a fare i conti, «realtà che non possiamo digerire ma che vogliamo guardare dritto negli occhi». Per quanto possa essere drammatica, visto che c’è un processo iniziato da un anno e mezzo e che mentre si cerca la verità nelle aule di giustizia incombe la prescrizione per l’incendio colposo: «Come potranno le Istituzioni dire a Marco Piagentini “non sei stato bruciato, non avrai giustizia per quello che hai e continui a subire”. Come si potrà dire, di fronte ai cadaveri tutti toccati dal fuoco, che non è successo niente. «Ecco perché – hanno spiegato ieri mattina i familiari delle vittime - saremo davanti al Palazzo comunale la sera dello scrutinio per le regionali ed il lunedì per quello delle elezioni comunali. Invitiamo i candidati a sindaco a sostenere le in iniziative che assumeremo per rompere il silenzio su ciò che è avvenuto il 29 giugno 2009».
Un silenzio che in tanti vogliono rompere. E così il 29 giugno saranno di nuovo a Viareggio i rappresentanti dei Comitati delle altri stragi d’Italia. E così i vigili del fuoco, protagonisti della tragedia di sei anni fa, hanno organizzato con il loro Cral una ciclopedalata tra i luoghi del disastro della Concordia, quello del Moby Prince e Viareggio (13 giugno, partenza alle 8 dalla Casina dei ricordi). Venerdì prossimo saranno in via Ponchielli gli studenti di alcune scuole della città (9,30), mentre lunedì primo giugno si giocherà al Centro Polo il Torneo dei quartieri. Domenica sette giugno si tiene il sesto quadrangolare di calcio in memoria di Federico Battistini ed Elena Iacopini, morti ancora freschi di nozze (ore 9 al campo “Benelli”). Emanuela Menichetti e Sara Orsi rimarranno per sempre nel cuore dei loro amici: sabato 13 giugno in loro memoria il sesto memorial di calcio a 5 femminile “Ema e Sara” (alle 19, campo “Martini”). E poi, dal 20 al 27 giugno a Villa Argentina (apertura dalle 17 alle 23) la mostra “Incancellabile”, con le foto, i documenti, i disegni di Franco Maffei.
Giuliano Bandoni con il moto club “Tartarughe lente” è impegnato da sempre nel ricordo degli amici perduti, “Pulce” e “Scarburato”. Anche quest’anno si tiene il motoraduno a loro dedicato, domenica 21 giugno in piazza Maria Luisa (alle 9). Domenica 28 si torna in sella per la ciclo pedalata Viareggio-Cardoso che unisce l’alluvione del 19 giugno 1996 e le sue vittime alla strage ferroviaria: partenza alle 9,30 dalla Casina dei ricordi, a dare il via alle due ruote sarà Marco Piagentini, che nel disastro ferroviario ha perso la moglie Stefania Maccioni, i figlioletti Lorenzo e Luca, ed un pezzo di vita. Due appuntamenti, invece, per venerdì 26 giugno: la finalissima del Torneo dei quartieri (21,15 allo stadio dei Pini) e il Minitorneo vecchie glorie (ore 18, stadio dei Pini).
Il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo ha firmato la delibera con la quale proclama ogni 29 giugno "Giorno della memoria cittadina"" affinché "le generazioni future non dimentichino quanto accaduto e, soprattutto, si imepgnino a far sì che in ogni luogo di lavoro siano garantiti diritti, doveri e sicurezza".
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