Gioco
La sfida tra i candidati a sindaco: "Così salveremo Viareggio"
Centinaia di persone hanno partecipato al confronto organizzato dal Tirreno al centro congressi Principe di Piemonte tra i sette protagonisti della campagna elettorale per il Comune
VIAREGGIO. “E tu e noi e lei fra noi, vorrei vorrei...”, cantava Patty Pravo sulle parole di Ivano Fossati nel 1977. Lei, ieri sera al tavolo del Centro congressi era la città. A desiderarla, “pensiero stupendo” i sette aspiranti sindaci chiamati dal “Tirreno” ad affrontare col dibattito pubblico il giro di boa verso l’ultima settimana di campagna elettorale. Gli anni Settanta sono finiti da un pezzo, ma se un dato comune si può trovare tra Massimiliano Baldini, Alessandro Santini, Giulio Zanni, Giorgio Del Ghingaro, Luca Poletti, Franco Giorgetti e Filippo Antonini, è il continuo appellarsi ai cittadini affinché tornino a partecipare alla vita pubblica. Andando alle urne, certo, ma continuando a non far mancare la propria presenza a chiunque sarà primo cittadino, seduto sul maxi buco del dissesto.
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Si va dall’invito «a fare un passo avanti» che Luca Poletti (Pd, Fds e Viva Viareggio Viva) rivolge «a tutti i cittadini per bene» a quella spinta a «voler bene alla città» che Giorgio Del Ghingaro (Viareggio tornerà bellissima e altre quattro liste civiche) coniuga con la necessità di «recuperare elementi forti di coesione sociale». Passando per quel tessuto cittadino che Filippo Antonini (Rifondazione, Sel e Repubblica viareggina) descrive come ricco di «partecipazione, saperi diffusi, contributi che in tanti sanno portare negli incontri avuti.
Mentre Massimiliano Baldini (Lega, Fratelli d’Italia e una serie di liste civiche) si augura, nel caso diventi sindaco, di poter contare su un «dialogo con tutta la politica per risolvere davvero i problemi della città» e Zanni (Movimento Cinque stelle) lancia un ponte verso i viareggini »che si sentono defraudati, traditi», Giorgetti guarda alla capacità associativa della città come un punto di forza, ma sullo sfondo c’è, inevitabilmente, il fantasma dell’Opera: quel dissesto che spaventa prima di tutto i candidati, arrivati quasi in fondo alla corsa decisamente più consapevoli che varcato il traguardo non ci sarà lo champagne, ma il fango di una nuova sfida: una campestre da missione impossibile.
Dissesto che porta con sè il tema delle responsabilità. Colpa di «cattivi amministratori pubblici» (Santini), «di Marcucci che ha venduto la Passeggiata e ha acceso costosissimi derivati, ma anche di Lunardini e del suo contratto capestro con Mover» (Zanni), «di gestioni non corrette e a tratti anche negligenti» (Del Ghingaro), «della politica in generale» (Poletti), «del fallimento della politica delle società partecipate» (Antonini). Ma la responsabilità - Baldini lo ripeterà più volte - «sta anche nella macchina amministrativa e di quella dirigenziale, basti pensare a tutte le incompiute viareggine».
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Alle risposte sul che fare si arriva da questo quadro di partenza. E la “stecca” è in agguato quando si passa ai proclami sulla città «che non è in vendita». Scivolano quasi tutti, nel toccare questo tasto: a meno che non volessero dire che non saranno loro a vendere i beni di famiglia perché questo compito, a dissesto dichiarato, spetta all’Organismo straordinario di liquidazione.
I sette in marcia verso il Palazzo comunale mettono in fila chilometri di “vorrei”. Un Piano del verde e «la riduzione della tariffa rifiuti del 25/30% in un anno» (Del Ghingaro); «rimodulare la tassa di soggiorno» (Giorgetti); «reinventare la città dal punto di vista culturale» (Antonini); «ricostituire la certezza del rispetto delle regole» (Baldini); «project financing per i parcheggi sotterranei» (Santini); «conquistare la guida dell’Autorità portuale regionale» (Poletti); «stop con l’essere succubi dei poteri forti e basta con i conflitti di interesse» (Zanni). Le tifoserie in sala si contendono l’applauso senza farsi male, Ma quando il candidato a Cinque stelle tocca il tema dello smantellamento dell’ospedale, la politica in sala ha uno scatto d’orgoglio ed è ovazione: per la città ed il coraggio che non le può mancare.
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