Il dolore
A Lido la camera del commiato
Già partiti i lavori per l’edificio dedicato all’addio alle persone care
LIDO DI CAMAIORE. Arriva in Versilia la camera del commiato, un piccolo edificio dove raccogliersi attorno al proprio caro defunto, prima dell'ultimo addio.
Il progetto – una novità per la nostra zona, una realtà consolidata invece per i paesi del Nord Europa – ha già preso piede e il cantiere interamente finanziato da privati ma con possibilità di essere utilizzato in particolari situazioni anche in convenzione con l’azienda sanitaria locale, è già avviato: la camera dell'ultimo saluto sorgerà a pochi passi dal pronto soccorso dell'ospedale Versilia entro l'inizio del prossimo anno.
L'edificio sarà una sorta di grande spazio, umano ed accogliente, dove portare il proprio caro defunto in attesa del rito funebre.
«Non avrà alcuna connotazione religiosa, ne riferimenti culturali – spiega l'architetto che ha curato il progetto, Nicola Raffaelli – sarà invece uno spazio neutro e laico, nel pieno rispetto della società multiculturale nella quale viviamo».
La forma richiama, vagamente, quella della piramide, luogo per eccellenza legato al culto della morte. La struttura è formata da pannelli rettangolari, di diverse forme e misure, in parte ricoperte in alluminio, in parte formati da intere vetrate semi-trasparenti. Tutto intorno qualche piccola aiuola e albero, e un percorso in cui scorrerà l'acqua, attraverso una paio di cascate, per terminare la sua corsa in un vortice. «A richiamare – spiega l'architetto – il ciclo completo della vita e della morte».
In tutto si tratta di 95 metri quadri, che troveranno spazio tra la pineta e il piccolo parcheggio sterrato di fianco al pronto soccorso dell'ospedale unico della Versilia (ma su un terreno privato). All'interno sarà possibile suddividere lo spazio in tre sale. «Ma sarà anche possibile sfruttare l'intera sala per riti laici» spiega l'ideatore del progetto, il giovane laureato in marketing Emanuele Ricci, che è tra i finanziatori del progetto.
«Forniremo un servizio alla collettività – aggiunge – perché questo è un aspetto dal quale dobbiamo passare tutti, prima o poi. E riempiamo una lacuna tra offerta e richiesta, visto che l'alternativa a tenere un defunto in casa è quella di un freddo obitorio. Questa struttura invece è studiata apposta per fornire calore, il giusto rispetto al dolore della famiglia nel momento del lutto. La struttura, per come è conformata, si stringe in un abbraccio virtuale attorno al momento di intimità di una famiglia».
Il cantiere per la costruzione è già partito. I lavori termineranno all'incirca per l'inizio del 2016, poi la struttura sarà affidata ad una ditta di pompe funebri.
«Studieremo anche una convenzione con l'Asl – spiega Ricci – perchè lasceremo questa struttura anche all'azienda sanitaria in caso di necessità». Ad effettuare materialmente l'intervento sarà la ditta 2B sas di Lucca di Gisberto Benassi; il finanziamento totale, invece, ancora non è quantificato.
Marco Pomella
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