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Nove mesi sprecati, Versilia di nuovo in emergenza

di Valentina Landucci
Nove mesi sprecati, Versilia di nuovo in emergenza

L’intesa sugli interventi anti inquinamento è del 10 settembre 2014 ma l’ok sugli impianti arriverà forse martedì: saranno operativi ad agosto

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CAMAIORE. Non è il caso di fare dell’ironia, perché in ballo c’è la principale economia di un intero territorio. Ma dire che la Versilia farebbe bene a sperare in un estate particolarmente siccitosa non è solo una battuta. Perché l’arrivo del primo divieto di balneazione di stagione, che ha colpito 200 metri di costa a sud del fosso Fiumetto non solo è il verificarsi di una emergenza ampiamente annunciata: piove, il sistema fognario e di depurazione non regge e i liquami finiscono in mare. Ma soprattutto la conferma che niente è stato fatto, dall’estate scorsa ad oggi, per evitare nuovi divieti.

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O meglio. Non è esatto dire che non è stato fatto niente: il percorso per individuare una soluzione tampone - quella strutturale è legata agli interventi sulla rete e gli impianti per la depurazione e richiede tempi assai più lunghi - è stato avviato (con il Comune di Camaiore coraggiosamente capofila) e la soluzione è, per così dire, a un passo. Ma il tempo è evidentemente (dai cartelli di divieto sulla spiaggia di Fiumetto) scaduto.

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Quindi viene da chiedersi perché gli impegni, presi da tutte le amministrazioni comunali della Versilia, non siano stati mantenuti. «Ho detto fin dall’inizio che eravamo in ritardo - commenta il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto - ci si sono messi di mezzo anche la campagna elettorale, alcune pregiudiziali, il lavoro di maggiore coinvolgimento di alcuni enti come Arpat». Così dal 10 settembre del 2014, quando i Comuni firmano l’accordo di programma con la Regione “Per la tutela delle foci fluviali e delle acque marino costiere della riviera apuo versiliese” che prevede lo stanziamento di un milione e 850mila euro per “disinfettare” l’acqua di fogna che erroneamente finisce in mare, si arriva al 20 maggio 2015: primo stop ai tuffi.

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La cronologia. Il 10 settembre dell’anno scorso i Comuni, le Province di Lucca e Massa Carara, Gaia, e Consorzio di Bonifica, firmano con la Regione quella che sembra la svolta: la programmazione degli interventi destinati a salvare la Versilia e la costa apuana dall’inquinamento del mare. Quarantotto milioni di euro, ovviamente tutti dalle tasche dei contribuenti (in grandissima parte derivanti dalla bolletta dell’acqua di Gaia). I Comuni ratificano - per Viareggio lo fa il commissario prefettizio con un po’ di ritardo causa caduta della giunta e dichiarazione di dissesto - e Camaiore, per la parte relativa agli interventi più urgenti in vista della stagione estiva 2015, si mette in moto: bisogna realizzare degli impianti - con acido peracetico o di ionizzazione - che “disinfettino” le acque dei fossi Motrone, Fiumetto e Fossa dell’Abate.

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Viene individuato un dirigente incaricato di seguire la partita balneazione con un provvedimento del sindaco Del Dotto più o meno tre mesi dopo l’accordo: l’8 di gennaio 2015. E il dirigente, il 23 gennaio, crea un gruppo di lavoro comunale sul tema. Intanto si prendono contatti con l’Università di Pisa che dovrà elaborare uno studio finalizzato a indicare la soluzione migliore per la “disinfezione” delle acque dei fossi. Lo studio costa 64.127 euro: lo devono pagare tutti i Comuni. E Camaiore lo ricorda a Viareggio, Pietrasanta e Forte con una lettera del 25 febbraio. Viareggio, col dissesto, i soldi a disposizione non ce li ha. Li anticipano le altre amministrazioni.

Lo studio. Il 18 marzo Camaiore sigla un accordo di collaborazione con l’Università per il famoso studio. Che arriva sul tavolo dei Comuni i primi di aprile ma non indica una soluzione “ideale”: mancano studi specifici sul campo, soprattutto per gli effetti che acido peracetico e ionizzazione hanno sulle foci dei fiumi. E si accende il dibattito tra gli enti: per motivi ambientali ma anche politici.

Il dibattito. Pietrasanta è da sempre contro l’acido peracetico rispetto al quale anche Arpat ha avanzato serie perplessità già molto prima dello studio dell’Università di Pisa. Si discute e si susseguono diverse riunioni tra la metà di aprile e i primi di maggio. Si rimette in ballo l’ipotesi della ionizzazione che inizialmente sembrava scartata. Pochi giorni fa l’intesa e l’avvio della progettazione. «Il 26 maggio - conferma Del Dotto - è previsto un incontro in Regione per il via libera al progetto». A quando l’entrata in funzione? «Ottimisticamente entro luglio» dice il sindaco. Forse per agosto il pericolo divieti di balenazione sarà scongiurato. Intanto, dall’accordo di settembre, sono passati nove mesi.

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