La manifestazione
Torna di moda il “Tempo della sala”
Appuntamento al Musa di Pietrasanta organizzato da Filippo Di Bartola per rilanciare la figura di maitre e cameriere
PIETRASANTA. Si chiama «È il tempo della Sala Fare il ristorante - comunicare il cibo» l’evento che si aprirà al pubblico domenica 24.
Filippo Di Bartola dell’omonimo ristorante Filippo presenta il nuovo menù con le fotografie di Lido Vannucchi e il progetto grafico di Jacopo Cannas. L'appuntamento è alle 16 al MuSa, MuSa, Museo virtuale della Scultura e dell’Architettura di Pietrasanta Il cibo e la sua etica è e sarà protagonista del presente e del futuro dell'umanità.
«Di questo ne siamo consapevoli – scrive Di Bartola – , tanto che al cibo è stata dedicata per il 2015 una Expo e non a caso in Italia. Tutto ciò che gira intorno a questo mondo è alla ribalta, basti pensare ai programmi televisivi che ne hanno enfatizzato i molteplici aspetti ed in particolare hanno assurto a deus ex machina lo chef. Entrando con una telecamera in un ristorante siamo però così sicuri che solo lo chef sia il motore di tutto? O forse ci troviamo davanti ad una vera e propria officina cinematografica dove, ad ogni pranzo e cena, entrano in campo diverse figure che si muovono con l'intento di comunicare l'emozione di un piatto? Sequenze filmiche a rallentatore riprendono il rito: dalla vestizione, ai preparativi, alla scena esecutiva; chef, commis di cucina, maître, sommelier e il resto del personale disvelano agli astanti che attendono in sala le nuove prelibatezze. Tutto ha un ritmo, tutto è cadenzato affinché questi attori “facciano il ristorante, comunichino il cibo». Queste sono le parole con cui Filippo di Bartola – il 'regista' di Filippo, ristorante affermato di Pietrasanta – riassume il suo percorso che da sempre lega l'innovazione alla tradizione culinaria. Con questa filosofia Filippo ha deciso che i suoi ospiti debbano essere consapevoli della macchina perfetta che li circonda e, come mezzo per comunicarlo, ha scelto di far parlare il Menù. Ci troviamo quindi di fronte non ad un semplice elenco di cibi con le varie specifiche del caso, ma ad un vero libro. Un concetto di menù che racconta il cibo ma anche tutti i personaggi che da Filippo ruotano intorno ad esso. Figure algide immortalate da Lido Vannucchi, uno dei più importanti fotografi di food, in pose ispirate ai ritratti dei grandi artisti e singole pietanze con inquadrature particolarissime; il tutto ordito insieme da una grafica che osa un giallo accattivante, dosato con grande capacità da Jacopo Cannas. Quello a cui da tempo sta lavorando Filippo è quindi un nuovo modo di comunicare il ristorante ed in particolare la Sala. “È il tempo della Sala” sarà il tema principale della presentazione ufficiale del Menù al MuSa, Museo virtuale della Scultura e dell’Architettura di Pietrasanta. Una domenica pomeriggio dalle 16 alle 20, durante la quale i personaggi, ritratti in video istallazioni, prenderanno vita e racconteranno il loro quotidiano, conducendo lo spettatore in questo mondo incantato fatto di duro lavoro ma anche di grande umanità, ripresi da prospettive particolari, grazie alla regia a quattro mani di Matteo Raffaelli e Lido Vannucchi. Una narrazione filmica con un cammeo, l'intervista omaggio ad Alessandro Tomberli, direttore di sala dell'enoteca Pinchiorri di Firenze, un punto di riferimento nel percorso lavorativo e di vita di Filippo.
L'evento al Musa sarà anche l'occasione per approfondire il tema della Sala, con un “intermezzo di sala” condotto dalla giornalista Eleonora Cozzella. In stretta sintesi, anche se non si vuole strombazzare troppo, Filippo Di Bartola vuole rilanciare il valore della sala, dei maitre e dei camerieri, dopo decenni in cui si sono esaltati gli chef.
Tanto forte è questo ritorno al valore del servizio che in questi giorni un gruppo di suo amici sta immaginando di organizzare un premio intitolato a Enzo Brocchini, grandissimo maitre di hotel come il Royal, ma soprattutto patron del Patriarca, il primo ristorante moderno nella storia della Versilia a Tavola. Del resto pochi giorni fa un gruppo di amici ha ricordato con un pranzo (lasagne e pollo arrosto, che diamine) il grande Alberto «Mancini» Montalbano.
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