Gioco
Tanti incontri e pareri tecnici Ma la soluzione ancora manca
VIAREGGIO. «Non esistono problemi, esistono solo soluzioni». Questa frase l’ha detta André Gide, o forse John Lennon. Sicuramente nessuno dei due sapeva cos’è un divieto di balneazione. Anche perché...
VIAREGGIO. «Non esistono problemi, esistono solo soluzioni». Questa frase l’ha detta André Gide, o forse John Lennon. Sicuramente nessuno dei due sapeva cos’è un divieto di balneazione. Anche perché in quel caso ci avrebbe pensato bene, prima di esprimere un concetto simile.
Il problema dell’inquinamento dei fossi e dei fiumi della Versilia, e quindi del mare che riceve le loro acque, c’è da 40 anni. La colpa è di un sistema fognario inadeguato e di allacci abusivi, che fanno arrivare scarichi di liquami nella rete idrica senza passare dalla depurazione. Nelle ultime due estati - giusto il periodo di crisi nera del turismo versiliese - sono fioccati ovunque, da Viareggio fino a Forte dei Marmi, cartelli che indicavano ai bagnanti dove non era possibile tuffarsi perché l’acqua era considerata sporca. Con una colossale figuraccia fatta di fronte a tutta Italia, che quando vede “Versilia” su giornali, tg e Internet va subito a leggere la notizia.
Proprio l’esigenza di risolvere il problema per evitare nuove brutte figure ha provocato una mezza sommossa di balneari, albergatori e in generale tutti coloro - tanti - che lavorano col turismo. Ma al momento questo sommovimento ha prodotto soltanto una serie infinita di incontri, di “tavoli” (orribile termine con cui la politica pensa di placare la rabbia del cittadino) e di pareri tecnici. Incerti se dare il via all’uso dell’acido peracetico per disinfettare i fossi, oppure “ionizzare” l’acqua (un procedimento che tramite energia elettrica abbatte le cariche batteriche). In questa incertezza abbiamo passato l’autunno, l’inverno e tra un po’ anche la primavera e l’estate. Perché gli impianti anti-inquinamento, comunque, non saranno pronti prima di agosto.
È vero che la Regione ha messo sul piatto quaranta milioni di euro per fare questi impianti, e per completare la rete fognaria della Versilia. È vero che il Comune di Camaiore, mostrando il coraggio che fino ad ora hanno avuto in pochi, si è messo in testa al progetto assumendosene la responsabilità diretta. Ma al momento non basta. Anche perché da ieri si è capito che la questione della pioggia abbondante che favorisce l’immissione in mare di acque sporche, e quindi i divieti di balneazione - perché gonfia la portata dei depuratori, che scaricano nei fiumi - è importante ma non così decisiva: a Fiumetto il divieto è scattato anche senza temporali. La situazione, insomma, è talmente complicata che va risolta alla radice. Senza altri ritardi.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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