Sicurezza
Spiaggia abbandonata la rabbia dei bagni
Alcuni concessionari se la prendono con il Comune per i ritardi nell’affidamento degli arenili pubblici
LIDO DI CAMAIORE. L'avvio del bando di gara troppo tardivo, le fumate nere dei primi tentativi. Ora la trattativa privata, poi il progetto e finalmente la sua realizzazione. Se va bene forse per la metà di giugno saranno finalmente attrezzate le spiagge libere di Lido di Camaiore. Tra l'insoddisfazione di chi di fianco a quelle spiagge lavora: «Spiaggia libera? No questa è la spiaggia abbandonata».
A contattarci due dei gestori degli stabilimenti che si trovano a ridosso delle spiagge libere di Lido, Bruno Cervotti del bagno Eugenia e Simone Da Prato del bagno Paradiso.
I due si fanno portavoce di un malcontento generale tra quei concessionari che gestiscono l'arenile di fianco alle aree indicate come spiaggia libera. Ad oggi non c'è ancora un gestore, non c'è ancora un progetto. I vari tentativi di bando avviati dal Comune, per motivazioni varie, si sono rivelate fumate nere. Ora si va a trattativa privata, a fine mese, con la società cooperativa di Massa, che aveva manifestato interesse, e con l'associazione capitanata dai balneari di Lido. Perché il Comune tiene la barra ferma sull’obiettivo: affidare in gestione le spaigge e arricchire i servizi per chi frequenta Lido di Camaiore. Ma ormai i tempi sono stretti.
«No siamo proprio fuori tempo massimo» dicono Cervotti e Da Prato, «e il risultato è che questi tratti di arenile sono spiaggia abbandonata. Hanno messo un cartello per avvisare che la spiaggia non è sorvegliata, e pare il problema sia risolto. In realtà qui ci sono rifiuti, sporcizia». Ma soprattutto non c'è un servizio seppure minimo per il turista o per il residente.
«Fino agli anni scorsi – spiega Cervotti – fornivano noi stabilimenti adiacenti qualche ombrellone e sdraio, come servizio per chi ne faceva richiesta e per le fasce socialmente più deboli. Ora questo servizio manca. Ma a mancare sono anche i servizi igienici. L'assessore (al demanio Olga Rita Rovai, ndr) c'è venuta da queste parti durante questi fine settimana? Non li ha sentiti i turisti lamentarsi perchè non trovano neanche un bagno chimico? Che spiaggia libera è un tratto di arenile abbandonanto a se stesso? Il risultato è che chi va in spiaggia libera poi frequenta i nostri servizi igienici». Il che ha un costo. «In questi primi due fine settimana di maggio – dice Da Prato – ho dovuto tenere una persona apposta per tenere puliti i bagni». Che poi vengono utilizzare più dai fruitori della spiaggia libera che dai propri clienti. «Senza contare che gli scorsi anno ho dovuto fare dei lavori, prevedere bagni per i clienti e per gli occasionali, proprio perchè a ridosso della spiaggia libera. Ora questi servizi chi li garantisce?».
C'è poi il tema della sicurezza in mare. A poco serve, dicono i balneari, affiggere un cartello per avvisare il turista che la zona non è sorvegliata. «È una questione di buon senso, di coscienza. È ovvio - dice Da Prato - che se ho il bagnino che controlla la mia spiaggia e succede qualcosa in mare qualche metro più in là, il personale del bagno interviene. È un dovere morale, ma allo stesso tempo non è giusto che il Comune che gestisce questo tratto si approfitti di questo. Avevamo – dice Da Prato – proposto un progetto grandioso, per fare dei campi di beach soccer e beach tennis sulle spiagge: anche questo progetto è stato bocciato dall'amministrazione».
L'impressione, fanno capire i balneari, è che si voglia applicare una ideologia politica senza fare i conti con la realtà del territorio.
Ai problemi della spiaggia libera ancora non assegnata, quanto meno per il bagno Paradiso, si aggiungono quelli per la vicinanza della Fossa dell'Abate. «Da un parte la spiaggia abbandonata, dall'altra la Fossa con i suoi problemi ambientali. Siamo i primi bagni all'uscita dell'autostrada, questa zona dovrebbe essere il fiore all'occhiello di Lido, e invece da anni si è deciso si abbandonarla».
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