Il Tirreno

Versilia

rapina finita in omicidio

Parte il processo a Dana per il delitto di via Viner

Parte il processo a Dana per il delitto di via Viner

FORTE DEI MARMI. È iniziato con le prime testimonianze il processo in Corte d’Assise a Lucca per il delitto di via Viner. Ma dei quattro componenti della banda che nell’aprile del 2014 rapinò e...

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. È iniziato con le prime testimonianze il processo in Corte d’Assise a Lucca per il delitto di via Viner. Ma dei quattro componenti della banda che nell’aprile del 2014 rapinò e uccise Luana Mariani, 77 anni, c’era soltanto un’imputata: Dana Raducan, 24 anni, assistita dall’avvocato Adriano Capaccioli.

Gli altri tre accusati, infatti, saranno giudicati in sedi differenti. Marcel Raducan (33 anni, marito di Dana) e Madalin Paun (20) hanno scelto il rito abbreviato: il 19 giugno ci sarà la sentenza. Il quarto componente della banda, un quindicenne, è finito di fronte al Tribunale dei minori di Firenze.

Il delitto di via Viner è la vicenda criminale più grave avvenuta a Forte dei Marmi dai tempi della Circe. Come quella vicenda, anche questa è un vero e proprio noir che mescola sangue, sesso e lati oscuri.

La rapina avvenne il pomeriggio del 4 aprile. Luana Mariani morì soffocata dal foulard che le era stato messo in bocca dai banditi per farla smettere di gridare. Sarebbe stato il quindicenne, assieme a Madalin Paun a portare dentro casa la vittima - che i banditi avevano trovato in giardino intorno alle 14 - dopo averla percossa e tramortita, perché urlava troppo. I due le avrebbero legato i polsi e messo un foulard in bocca, poi risultato fatale. Mentre i coniugi Raducan (Marcel e Dana) li aiutavano e stavano di guardia. Il bottino della rapina consistette in 200 euro e alcuni gioielli, prelevati dalla cassaforte.

Inizialmente, Dana Raducan era stata accusata di favoreggiamento e calunnia: aveva infatti accusato dell’omicidio una quinta persona, che però alla prova dei fatti era risultata innocente. Per questi due reati la Raducan è stata condannata a due anni e due mesi nel febbraio scorso. Oggi la donna si trova in carcere a Pisa.

Nel frattempo, però, un approfondimento delle indagini eseguite dalla polizia e dalla Procura di Lucca provocava un aggravamento della posizione di Dana.

In particolare, gli inquirenti sostengono che la ragazza - di stanza come gli altri componenti della banda nel campo Rom di via Sipe a Querceta - avesse carpito informazioni su Luana Mariani da un pensionato fortemarmino. Anche tramite prestazioni sessuali. Queste informazioni, sostengono gli inquirenti, sono state decisive per la progettazione e la realizzazione della rapina. Finita poi in tragedia. A Dana Raducan, quindi, viene contestato il concorso in omicidio. «Riteniamo che questa accusa sia molto al limite - afferma l’avvocato Capaccioli - il ruolo di basista della mia assistita è tutto da dimostrare». La prossima udienza è prevista per il 27 maggio. (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze