Il Tirreno

Versilia

Confronto tra i sette candidati a sindaco con il Tirreno

di Donatella Francesconi
I candidati a sindaco di Viareggio
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I candidati a sindaco di Viareggio

Questa sera (ore 21) al Centro congressi il dibattito con i protagonisti della competizione elettorale a dieci giorni dalle elezioni

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VIAREGGIO. I “magnifici” sette, lanciati a difendere il villaggio, ciascuno con la propria personalità magistralmente disegnata dal regista John Sturges. Eccoli, questa sera, alle 21, sul palco del Centro congressi “Principino” a raccontarsi nel giro di boa verso l’ultima settimana di campagna elettorale per la conquista della poltrona di primo cittadino. La più scomoda che ci sia, data la condizione di dissesto, dichiarata dall’amministrazione Betti alle prese con i danni del passato.

Due avvocati, Filippo Antonini e Massimiliano Baldini su fronti decisamente opposti (sinistra sociale e Lega), un ex sindaco, Giorgio Del Ghingaro, in quota Pd ma non candidato per il suo partito, un piccolo imprenditore, Luca Poletti, in corsa con un Partito democratico inquieto come un adolescente che le ama tutte, un ex vice sindaco - Alessandro Santini per Forza Italia - che sperava di fare la gara con bel altre scarpe e invece sconta le divisioni del centrodestra nazionale, toscano e locale, tra pace e guerra con l’esperienza dell’amministrazione di Luca Lunardini.

E poi Franco Giorgetti e Giulio Zanni: il primo ci riprova con liste civiche e Partito socialista italiano; il secondo è il volto nuovo del Movimento Cinque stelle. L’unico che - rispondendo alle domande del “Tirreno” nella pagina intervista dedicata a ciascun candidato a sindaco - in merito alle responsabilità del dissesto ha detto chiaro che se diventasse sindaco costituirebbe il Comune parte civile nei procedimenti giudiziari inevitabili. Su questo punto, il più imbarazzante per tutte le forze che hanno ex amministratori, ex consiglieri, e forze politiche al seguito, la risposta degli altri sei ha messo d’accordo tutti: l’accertamento delle responsabilità lo si lascia più che volentieri alla magistratura. Perché il sindaco ha altro di cui occuparsi.

Il candidato che ha fatto il pieno di leader nazionali è stato Massimiliano Baldini (Lega, Fratelli d’Italia e liste civiche): per lui la città blindata ha visto il comizio in Passeggiata di Matteo Salvini, leader della Lega Nord. A seguire Filippo Antonini (“Viareggio bene comune”) che ha portato Nichi Vendola (Sel) e Paolo Ferrero (Rifondazione), ma sconta le divisione del Prc viareggino commissariato dal nazionale.

La corsa più lunga è stata quella di Giorgio Del Ghingaro, arrivato a Viareggio dall’esperienza fatta a Capannori, pronto a raccogliere quel variegato pezzo di Pd che ha chiuso l’esperienza di una amministrazione Betti mai stata salda, ma anche l’ex An Eugenio Vassalle, l’esperienza della lista civica di Rossella Martina, un altro pezzo di Partito democratico che pure al fianco di Betti (il quale oggi sostiene Poletti) era stato.

Il tutto sotto gli occhi di Luca Poletti, direttamente dalla presidenza della Cna provinciale al sì detto al commissario del Pd Giuseppe Dati, che ha voluto lui fin dai primi passi verso la scelta del candidato. In mezzo, tra i due Pd, un’area fluttuante di nomi che contano pronti a salire sull’una o sull’altra giostra. Come se l’infinito parco giochi del Comune fosse sempre aperto...

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