Il Tirreno

Versilia

Il Viareggio-day? «Lo facciamo noi»

di Matteo Tuccini
Il Viareggio-day? «Lo facciamo noi»

Tre giovani imprenditori raccolgono la sfida del grande evento «Ci saranno promozioni e omaggi. Ma senza copiare Riccione»

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VIAREGGIO. Si chiamano Giacomo, Oreste e Pietro. Non sono evangelisti (anche perché quelli erano quattro) e non lo fanno per puro divertimento. Lo fanno per la città, certo, ma anche e soprattutto per se stessi. Perché di turismo loro ci vivono e vogliono continuare a viverci per anni. E se l’andazzo resta questo, sanno benissimo che non succederà.

Ecco perché Giacomo Maggiorelli, Oreste Giannessi e Pietro Guardi, tre giovani imprenditori balneari viareggini (rispettivamente Arizona, Nettuno e Lelia) si sono incontrati, nell’inverno scorso. C’era (e c’è) da cambiare marcia, e da farlo subito. «Ci siamo guardati in faccia - spiegano - e ci siamo detti che dovevamo muoverci». Intanto hanno creato un contenitore, Lovingviareggio, che dovrà pubblicizzare soprattutto sul web le strutture turistiche della città e le loro promozioni, coinvolgendo i clienti (cosa che oggi fanno in pochi). Ma non basta.

Così hanno deciso di raccogliere la sfida del grande evento da realizzare in città, il Viareggio-day, sulla falsariga di quanto accadrà a Riccione il 29 maggio. Senza, però, copiare in maniera eccessiva la festa organizzata dai romagnoli. Soprattutto sul versante del tutto gratis per un giorno. «L’iniziativa che si terrà in Romagna - afferma Giacomo Maggiorelli - è sicuramente un colpo di genio mediatico. Ma non sono d’accordo sul dare tutto gratis. Per me significa svendere, e noi non dobbiamo puntare su quello».

«Certo - replica Oreste Giannessi - che dobbiamo fare sconti e promozioni. E anche dare degli omaggi. Ma dobbiamo farlo per tutta l’estate, non solo per un giorno. Per questo abbiamo creato il portale Lovingviareggio.it: qui dovranno convogliare tutte le offerte di tutte le attività turistiche della città. Che saranno rilanciate anche su Facebook, Twitter e Instagram con l’hashtag #lovingviareggio, e tramite i portali web della Regione». Viareggio, infatti, non ha nulla che identifichi e veicoli il suo marchio su Internet. Una cosa incredibile, oggi.

La sfida, però, è anche alla mentalità degli stessi operatori turistici viareggini. Troppi balneari, commercianti e albergatori stanno ben chiusi a lamentarsi tra le loro mura. «Sicuramente - afferma Pietro Guardi - serve un cambio di mentalità. Enorme, direi». E soprattutto serve un cambio di passo nell’offerta turistica di Viareggio. «Chi come me ha un figlio o più - ammette Guardi - si rende conto che la nostra città, oltre al mare e alla natura, non offre moltissimo. Certamente va recuperata tutta una serie di eventi, sportivi o di intrattenimento, che negli anni sono scappati». Colpa di una burocrazia che impedisce tutto. «Avevamo in mano la Color Run, la corsa colorata, tra l’altro senza spese - rivela Giannessi - ma siamo stati rimbalzati da quattro uffici comunali. E alla fine l’iniziativa è sfumata». Ma ora i tre rilanciano con il Viareggio-day. «Non sappiamo se si chiamerà così - dice Giannessi - il nome lo decideremo. Ma l’importante è che si realizzi. Anche una volta al mese». Sarà una specie di Notte bianca, una vera e propria festa della città. Con supersconti. «Ma non dovrà essere l’unica - concludono i tre - Abbiamo tante idee in mente, a partire da un tour della Disney negli stabilimenti balneari. L’importante è smettere di rimpiangere la Viareggio che fu. E darsi da fare per quella che sarà».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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