Proteste
Condannato il dottor Tripodo
Il braccio di un bimbo fu curato male, per il giudice la colpa è sua
FORTE DEI MARMI. Per quel braccio rotto curato male che è costato un’invalidità permanente a un bimbo che quando era caduto dallo scivolo aveva appena sei anni, lo specialista è stato condannato e il medico del pronto soccorso assolto. Si è concluso così, davanti al tribunale di Massa, il processo che vedeva alla sbarra due camici bianchi, accusati dalla famiglia del piccolo di aver fatto il loro lavoro con troppa superficialità.
Il giudice Giovanni Sgambati ha inflitto una pena di due mesi (sospesa) ad Alessandro Tripodo, aiuto nella casa di cura San Camillo di Forte dei Marmi dove si occupa di chirurgia protesica, e ha assolto Marcantonio Lapiana, il dottore di turno quando il bambino era arrivato al pronto soccorso dolorante. Tripodo dovrà anche versare una provvisionale di quindicimila euro ai genitori del minore.
L’accusa per entrambi era di lesioni permanenti.
Lapiana aveva ingessato il bimbo dopo aver visto le lastre, giudicando la frattura composta, ma invitando mamma e papà a riportare in ospedale il figlio una settimana dopo per valutare il decorso. La famiglia però aveva deciso di affidarsi a un ortopedico per non rischiare. E Tripodo aveva confermato che si trattava di una frattura composta, prescrivendo tanta fisioterapia per il recupero totale del movimento. Che non ci sarà mai più, hanno sentenziato all’ospedale Meyer di Firenze, perché l’osso era scomposto dopo la caduta da quello scivolo.
Da qui la decisione di denunciare i camici bianci e di costituirsi, affidandosi all’avvocato del foro di Massa Carrara Enzo Frediani, parte civile.
Adesso il piccino muove a fatica il braccio e anche il gesto di portare le posate alla bocca diventa un’impresa. Per questo ci sarà anche una vertenza in sede civile contro quello specialista che ha sbagliato la prognosi.
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