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Versilia

Bilancio del Comune: due milioni da lasciare al sindaco

VIAREGGIO. Il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo va dritto verso l’approvazione del bilancio di previsione 2014-2015 (ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato ex articolo 259 del...

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VIAREGGIO. Il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo va dritto verso l’approvazione del bilancio di previsione 2014-2015 (ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato ex articolo 259 del Tuel). Calcolando di poter lasciare al sindaco che verrà due milioni di avanzo da poter gestire per le primissime necessità di un’amministrazione che dovrà davvero lavorare a costo zero.

Il documento dovrà passaredalla Commissione per la finanza e gli organici degli Enti locali, alla quale compete l’ultima parola sul fatto che si stato o meno raggiunto il riequilibrio strutturale della parte corrente del bilancio. Perché da 2 ottobre 2014 il Comune di Viareggio ha dichiarato il dissesto e questo non scomparirà con il nuovo sindaco. Che dovrà muoversi nella stretta strada indicata dalla normativa (Testo unico degli Enti locali) per le amministrazioni pubbliche che si vengano a trovare in questa condizione.

Fino a che questo passaggio non sarà compiuto - lo ricordano i revisori dei con ti del Comune nel loro parere sul documento messo a punto dall’amministrazione straordinaria - è preclusa l’approvazione del bilancio ordinario di previsione agli organismi dell’Ente.

Nel caso ancora non fosse chiaro qual è la situazione che la nuova amministrazione dovrà affrontare, i revisori dei conti del Comune (presidente Daniele Limberti con i colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano) lo spiegano con la massima chiarezza: in sede di preparazione del bilancio stabilmente riequilibrato l’amministrazione è automaticamente obbligata a ridurre ogni spesa che non rientri tra quelle relativi a servizi pubblici indispensabili. Ma gli obblighi non finiscono qui. Perché l’organico va rideterminato, le assunzioni a tempo determinato vanno ridotte del 50%, non può essere assunto alcun mutuo che non sia destinato al risanamento.

In questo quadro i provvedimenti che la città ha subito fino ad oggi (spesa per il personale, tariffe dei servizi a domanda individuale, e così via) - scrivono i revisori, ed è il caso di ascoltarli bene - «non sembrano per niente destinati ad essere limitati nel tempo». Il che significa che il bilancio 2015 potrà vedere ulteriori aggiustamenti per essere più adeguato al raggiungimento del risanamento.

Chiamati a dare il proprio parere, i revisori dei conti mettono i “paletti” al comportamento della futura amministrazione. Ricordando che non si può valutare lo stato di salute dei conti del Comune di Viareggio prescindendo dall’esame dei risultati conseguiti da società ed organismi partecipati. Prima di tutto, dunque, è oggi più che mai indispensabile definire tutte le partite contabili ancora oggetti di contestazione nel rapporto Ente pubblico- società partecipate. Partite contabili che si trascinano da anni senza soluzione.

Purtroppo siamo ancora lontani dal raggiungimento di questo obiettivo, perché «non risulta che alcuna iniziativa sia stata assunta in tal senso». Anche per questo è «urgente, inderogabile, strategico» che il Comune si doti di un apposito ufficio controllo delle partecipate, che possa - per capacità e struttura - esercitare quel controllo analogo che la legge prevede e che il Comune di Viareggio non ha mai esercitato. Senza questo passaggio, strutturato e consolidato, non si inizia neppure ad uscire dallo stato di dissesto. Che non scomparirà come per magia con l’addio del commissario prefettizio e l’insediamento di sindaco - per quanto bravo e preparato sia - e consiglio comunale.

Gli aspiranti primi cittadini da settimane vanno promettendo e s-promettendo. La realtà è che non potranno che muoversi dentro il solco tracciato dalla normativa sul dissesto e da quanto scritto dai revisori dei conti e della Corte dei Conti. La quale, in un recente parere a proposito dell’aumento della tassa di soggiorno disposto da Romeo dice senza possibilità di equivoco che per ogni segno meno che l’amministrazione traccerà alle entrate dovrà indicare da dove recupererà la cifra. E da qui non si scappa. (d.f.)

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