La protesta
Denunce in arrivo a Viareggio per le contestazioni a Salvini
Manifestazione non autorizzata, danneggiamento e violenza privata: questi i reati che potrebbero essere configurati a carico dei manifestanti
VIAREGGIO. Manifestazione non autorizzata, danneggiamento e violenza privata. Questi i reati che potrebbero essere configurati a carico dei manifestanti che sabato scorso hanno contestato Matteo Salvini. La Digos sta vagliando le riprese filmate della giornata per cercare di identificare chi si è reso responsabile di comportamenti penalmente rilevanti.
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Molti i commenti ai fatti di sabato. Il Pd, ribadendo di essere contrario a ogni forma tipo di violenza «e per questo non possiamo che condannare senza incertezze quanto avvenuto», sottolinea che Salvini «non propone mai niente di concreto e non fa altro che lanciare provocazioni (trovando sempre validi collaboratori che abboccano al suo gioco) per farsi una propaganda tanto rumorosa quanto sterile e, addirittura, menzognera».
Per Alessandro Giusti della lista Repubblica Viareggina la contestazione spontanea a Salvini è stata invece «un atto di civiltà politica non solo contro il politico ma anche contro i suoi seguaci fedeli alla democrazia a fasi alterne, ma pronti in piazza e su Fb a esultare per i migranti morti, a minacciare chi li contesta o esporre i simboli del ventennio fascista».
Mario Navari, ex segretario del Prc, se la prende conRenzi che «se ne lava le mani etichettando le parti in conflitto come opposti estremismi da equiparare».
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Fabrizio Pellegrini di Fratelli d’Italia invece definisce fascisti i contestatori che gli hanno impedito di ascoltare il comizio e il candidtao sindaco Massimiliano Baldini ringrazia le forze dell’ordine per aver fatto fronte alla situazione critica.
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