Il Tirreno

Versilia

Ormeggi, c’erano ben tre tipi di sconto

E in bilancio finiscono anche trentacinquemila euro di un bando della Regione mai vinto

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VIAREGGIO. Lo “sconto assenza”, lo sconto legato al reddito, introdotto dall’amministrazione Lunardini, ed il contratto riservato ai diportisti aderenti al circolo nautico “la Madonnina”, con un canone fisso e immodificabile fino a che gli “assegnatari” non avessero avuto il posto barca nel nuovo approdo turistico del Triangolino. Impossibile da costruire fino a che non vi sia il progetto dell’asse di penetrazione, terzo lotto, come da vincolo del ministero dell’ambiente inserito nel Piano regolatore portuale datato 2007 ed in vigore.

Benvenuti alla Viareggio Porto, così come viene fuori - pezzo dopo pezzo - nel lavoro di ricognizione fatto dal liquidatore Eduardo Falzone che non ha avuto remore di sorta ad immergersi nei troppi “misteri” della società oggi interamente pubblica. Carta dopo carta, fattura dopo fattura, situazione dopo situazione la fatica è quella di dare delle regole ad un approdo che in realtà sembra non averne mai avute. A cominciare dalla più semplice: da qualche tempo gli atti della Viareggio Porto hanno un numero di protocollo.

Si squarcia anche la nebbia dei pagamenti delle tariffe di ormeggio regolati alle tre variabili di “sconti”. Tanto da chiedersi se sia possibile fare un conto complessivo di quanto denaro sia stato così sottratto ai guadagni della società che oggi si trova in Tribunale per una procedura fallimentare che - questo ormai è chiaro - sarebbe potuta essere evitata con una gestione oculata della cosa pubblica che, invece, appare sempre più essere mancata.

Al punto che nei bilanci della società si trovano oggi partite che non hanno ragione di essere per alcun bilancio, figuriamoci quello di una società pubblica. È il caso dei trentacinquemila euro che la Fondazione Festival pucciniano, un anno fa, ritiene di poter ricevere dalla Regione per completare i lavori all’approdo di Torre de Lago per il quale la Viareggio porto paga l’affitto alla stessa Fondazione. Quel denaro non era mai arrivato (il Pucciniano aveva partecipato ad una bando della Regione e dunque l’esito non poteva che essere incerto), ma la cifra è stata ugualmente inserita a bilancio nella gestione del presidente Frosini, succeduto a Giovanni Giannerini, passato dalla presidenza della Viareggio Porto direttamente all’assessorato al porto per la Giunta Betti. (d.f.)

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di Redazione Pisa