Attenzione
Pestata dal branco, Macondo chiuso
Provvedimento del questore Ciarrambino per il locale della movida in Darsena: quindici giorni di stop all’attività
VIAREGGIO. Alla polizia aveva denunciato con queste parole la folle aggressione subita: «Hanno iniziato a picchiarmi, colpendomi ovunque, fino a quando sono stata costretta a rannicchiarmi su me stessa. Ma hanno continuato a colpirmi con pugni, calci , schiaffi».
Erano i primi del marzo scorso e al Macondo, locale storico della Darsena viareggina, si consumava l’aggressione ad una giovane studentessa da parte di sei giovani, tre ragazzi e tre ragazze. Ma questo fine settimana i frequentatori della Marina, il luogo della movida per eccellenza, troveranno il Macondo chiuso. Da un provvedimento del Questore di Lucca, Vincenzo Ciarrambino, che ha applicato l’articolo 100 del Testo unico sul pubblico spettacolo. Chiuso per quindici giorni a partire da lunedì di questa settimana. Come nel marzo 2014, quando lo stop fu imposto per sette giorni a seguito di una violenta aggressione seguita ad una lite tra alcuni ragazzi e gli addetti alla sicurezza del locale.
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«Alcuni di loro hanno afferrato i miei capelli - così prosegue la denuncia dell’aggressione - e continuavano a picchiarmi sferrandomi colpi e calci su tutto il corpo, soprattutto la schiena, la testa e sul viso». Parole pronunciate al commissariato diretto da Rosaria Gallucci quando sono passati appena quattro mesi dall’omicidio di Manuele Iacconi consumatosi la notte di Halloween in via Coppino.
Ai primi di maggio vicino allo stesso locale una giovane donna è stata prima avvicinata e poi aggredita da un uomo in evidente stato di ubriachezza. Che ha cercato di abusare di lei. Ma la ragazza si è ribellata con forza, cominciando a urlare con tutto il fiato che aveva in gola.
A quel punto l’aggressore ha temuto che per lui potesse mettersi male ed è scappato, approfittando del buio. La giovane, pur terrorizzata e in stato di choc, ha presentato denuncia ai carabinieri. I gestori dei locali del Vialone, che hanno organizzato una vigilanza privata, raccontano al “Tirreno” di quanto sia facile per la clientela vedersi molestare nei parcheggi dall’altro lato della strada (a pagamento) o essere affrontati con la richiesta di denaro che “salva” da danneggiamenti alle auto.
Ancora al “Macondo” un cliente, un paio di settimane fa, si è visto circondare da due stranieri che, minacciandolo, hanno preteso il portafoglio.
Sabato scorso, l’ultimo episodio: una lite tra stranieri, l’intervento dei buttafuori del locale, l’arrivo della Volante del commissariato. Il risultato finale racconta di una persona ferita ad una mano con un’arma da taglio (si sospetta, dunque, che possa essere spuntato anche un coltello) e di un ragazzo di Borgo a Mozzano, 23 anni, ferito al volto, con quindici giorni di referto per la frattura del setto nasale.
La chiusura di un locale (nei giorni scorsi è toccato al Mora Mora di Lido) - le forze dell’ordine lo ricordano spesso - non è intesa come indice di responsabilità diretta dei gestori nei fatti violenti o nella cattiva frequentazione dello stesso. Ma quando la tensione di fa alta - ed i ragazzi che frequentano la Darsena raccontano di un gruppo di spacciatori che si sarebbe “insediato” proprio di fronte al Macondo - si pone l’esigenza di imporre uno stop all’intera situazione.
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