Gioco
I gay non vogliono Matteo Salvini ma lui a Torre del Lago ci andrà
Già annunciata la contestazione al leader della Lega che domani sarà a Viareggio e sulla Marina anche se lo staff del candidato presidente Borghi aveva smentito la tappa nella frazione
TORRE DEL LAGO. Salvini a Torre del Lago, anzi no, anzi sì. La campagna elettorale si accende, almeno un po’, in vista della visita, alla fine confermata ma tra mille peripezie e un po' di apprensione per i possibili problemi di ordine pubblico in relazione ad annunciate contestazioni, del leader della Lega Nord.
La mattina comincia con l'annuncio della contestazione della comunità gay, capitanata da uno degli imprenditori storici della Marina Alessio De Giorgi, alla visita - domani nel pomeriggio - di Matteo Salvini in quella che a ragione viene considerata una delle capitali del turismo lgbt d'Italia. Torre del Lago appunto. Un annuncio al quale rispondono però, a fine mattinata, i rappresentanti locali della Lega Nord e il candidato sindaco Massimiliano Baldini, sostenuto anche dalla lista del partito di Salvini: il leader del movimento, che respinge al mittente accuse di omofobia, sarà a Viareggio e a Torre del Lago non per fare delle provocazioni ma per fare campagna elettorale. Ma appena qualche ora dopo la smentita: Salvini, e con lui il candidato alla presidenze della regione Claudio Borghi, a Torre del Lago non andranno «per il rifiuto ad ospitarci e per le minacce agli esercenti» che dovevano ospitarli. Recita così la nota dell'ufficio stampa di Borghi. Ma anche questa versione dell'ormai prossimo arrivo di Salvini viene smentita poco dopo. Con un comunicato è il segretario regionale del partito a chiudere il caso: «Noi saremo presenti, insieme a Salvini, a Torre del Lago - scrive Manuel Vescovi - Per motivi di ordine pubblico, non daremo comunicazione dei luoghi dove saremo presenti. Figuriamoci se qualche parassita può bloccare una forza politica come la Lega Nord Toscana».
Sullo sfondo di conferme e smentite resta un fatto: l'arrivo di Salvini in città rischia di essere ad alta tensione. Già mercoledì il candidato sindaco sostenuto dalla Lega aveva invitato tutti alla calma: «Colgo l'occasione per rivolgermi a tutti quanti, alleati, sostenitori ed avversari politici, affinchè l'evento (la visita di Salvini, ndr) possa svolgersi nel massimo rispetto delle regole di ordine pubblico e garantendo un confronto democratico e civile fra le parti» dice Baldini. Invito analogo a quello della segretaria provinciale della Lega, candidata alle regionali, Elisa Montemagni, e la segretaria comunale, candidata al consiglio per Viareggio, Maria Domenica Pacchini : «Chiediamo a tutti di deporre l’ascia di guerra e se mai di cercare confronti civili lasciando agli ayatollah e all'Isis anatemi e decapitazioni» affermano.
Ascia di guerra che, per la verità, molti sembrano sventolare contro l'arrivo di Salvini. Sabato sera al palazzetto dello sport di Viareggio, è anche apparso uno striscione che invitava il leader della Lega a restare a casa sua. Poi ieri le parole di De Giorgi: «Matteo Salvini sabato sulla Marina? Questa è una provocazione bella e buona di un omofobo in quello che è stato e continua ad essere un luogo simbolo per la comunità lgbt toscana e per coloro che hanno a cuore i diritti e le libertà delle persone. Tutto ciò è inaccettabile e personalmente sarò in prima fila a dire la mia».
A lui rispondono Montemagni e Pacchini: «La Lega non è omofoba - affermano - anzi difende la tradizione di tolleranza reciproca della nostra cultura opponendosi fermamente ad altre culture che i gay li mettono a morte a norma di sharia. La Lega Nord non è a Torre del Lago a provocare ma a parlare di problemi dei cittadini e dei commercianti e imprenditori».
Visita confermata dunque: dalle 17 a Viareggio (prima al mercato e poi in passeggiata), intorno alle 20 a Torre del Lago. Tra elettori, simpatizzanti, forze dell’ordine e (forse) contestatori.
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