Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Rossi non c’è, niente testimonianza al processo sulla strage

Enrico Rossi
◗
Enrico Rossi

La rabbia dei familiari delle vittime. Marco Piagentini: «Spero di non rivederla mai più»

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. «Tenuto conto che i testi Enrico Rossi e Giorgio Galassi, in particolare il primo, non sono comparsi alle udienze già indicate e a quella odierna, rilevato che non vi è prova della loro rituale citazione né per l'odierna udienza nè per quelle precedenti e neppure è arrivata documentazione motivante degli impedimenti di Rossi e Galassi, il Tribunale ravvisa l'evidente superfluità della testimonianza. E revoca l’ordinanza di ammissione della stessa».

Nel giorno in cui il presidente della Regione (e commissario straordinario per la ricostruzione post disastro ferroviario) era chiamato a testimoniare (data fissata nell’udienza del 29 aprile, pagina 195 del verbale di udienza) sui danni subiti della Regione, di fronte alla ripetuta assenza non motivata al Tribunale, il presidente del Collegio, Gerardo Boragine, ha dichiarato «superflua» la presenza in aula del testimone.

Con il parere contrario dell’avvocato Anna Maria Assini (studio Bevacqua) che per la Regione ha dichiarato: «Insisto perché Rossi venga sentito». Boragine aveva chiesto ad inizio udienza se vi fosse documentazione giustificati dell’assenza dei testimoni. All’avvocato Assini non era rimasto che rispondere di no: «Questa storia - sono le parole del presidente del Collegio - va risolta una volta per tutte. L'avvocato ci ha risposto che anche oggi il presidente Rossi non potrà essere. Vi invito a riflettere: sono cinque/sei udienze che cerchiamo di ascoltarli, ma evidentemente hanno cose più importanti da fare».

Durissima la reazione dei familiari delle vittime, per bocca di Daniela Rombi, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei”: «Noi adesso potremmo chiedere a lei, presidente: "Perché?" Ma tanto è inutile. Con la sua assenza ci fa capire da che parte sta: certamente non dalla parte dei più deboli, non dalla parte dei cittadini. Noi siamo rimasti senza parole, ieri in aula».

E Marco Piagentini, che nel disastro ferroviario ha perso la moglie e due bambini piccolissimi scrive a Rossi: «Il 20 maggio io testimonierò: vediamo se ha il coraggio di ascoltare come sono morti i miei figli! Forse sentire dalla mia voce il racconto di quella notte potrebbe risvegliare un po' di quella coscienza che ormai ha smarrito. Spero di non rivederla mai più e torni a nascondersi o ad evitarci come ha fatto fino ad oggi».

In una nota della Regione si legge: «La Regione è parte civile nel processo per la strage di Viareggio. Il suo presidente aveva da alcuni giorni avvisato il Tribunale di non poter testimoniare ieri in aula per precedenti impegni istituzionali e aveva chiesto di essere ascoltato in altra data. Il presidente del Tribunale (in realtà è il presidente del Collegio giudicante, ndr) ha ritenuto invece di revocarlo da testimone. Quindi non potrà più comparire in aula».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze