Il Tirreno

Versilia

Prende 100 euro di carne e poi si dà alla fuga

Daniela Bertozzi, vittima della truffa
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Daniela Bertozzi, vittima della truffa

Viareggio: truffata una macelleria della Darsena con la scusa di una grigliata per la partita della Juve

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VIAREGGIO. Entra in una macelleria e chiede una valanga di polli e bistecche. «Voglio fare una grigliata per la partita della Juve», spiega alla titolare del negozio. Ma poi, con uno stratagemma, riesce a ingannare la donna. E a scappare con quasi 100 euro di carne senza pagarli.

Vittima della truffa - che ricorda molto le imprese dei protagonisti del film cult “Febbre da cavallo” - è Daniela Bertozzi, titolare della macelleria-polleria omonima in via Savi in Darsena. Daniela è molto conosciuta e apprezzata nel quartiere, dove ancora resistono - grazie anche ai clienti fidati - le botteghe vecchio stampo. Per “vecchio stampo” si intende un rapporto di fiducia e correttezza tra il cliente e il commerciante. Il problema è che questo stampo si è perso da un pezzo. Ma andatelo a dire a Daniela, che è mortificata per quanto accaduto. «In 43 anni che sono qui è la prima volta che mi succede - dice - ho sbagliato a fidarmi, ma che devo fare...».

L’episodio è avvenuto mercoledì 13 a metà mattina. Un giovane intorno ai 35 anni, quasi sicuramente viareggino (la commerciante ha riconosciuto la calata) entra nella macelleria Daniela in via Savi. Lì inizia la conversazione amabile con la titolare: si parla del più e del meno, e alla fine il giovane spiega di voler organizzare una grigliata di carne. «Sa, stasera gioca la Juventus contro il Real, ho invitato un po’ di amici». Così si fa preparare in due sacchetti tre polli e tredici bistecche, in parte di manzo e in parte di maiale. Poi guarda il macinato e dice alla donna: «Vorrei anche quello, per preparare qualche polpetta come antipasto». Così la commerciante inizia a lavorare il macinato.

A quel punto il giovane dice: «Signora, mentre lei finisce io vado a mettere le buste in macchina». Daniela, come detto, si fida. E il cliente se ne va, per non tornare più. Scappato con quasi 100 euro di merce. «Ho chiamato subito la polizia - spiega Daniela Bertozzi - e ho fornito loro una descrizione. Sono quasi sicura che avesse una Punto nera, perché a un certo momento si è affacciato dal negozio, rivolgendosi a un vigilino della sosta perché non gli facesse le multa».

Chi ha visto “Febbre da cavallo” e “La mandrakata” ricorda le truffe fatte al macellaio Otello Rinaldi, con diversi stratagemmi ingegnosi. Che andavano regolarmente a segno, fruttando chili di carne o soldi da giocarsi alle corse dei cavalli. Stavolta, però, di finzione non c’è nulla. È tutto vero. Purtroppo.

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