Il Tirreno

Versilia

Il Palazzo del Palio all’ex Olympia rischia di sfumare

di Tiziano Baldi Galleni
Il Palazzo del Palio all’ex Olympia rischia di sfumare

La proprietà non sarebbe più interessata all’investimento e per l’intera area si profila un’ipotesi di vendita

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QUERCETA. Il Palapalio? Un sogno che potrebbe restare nel cassetto. Vando D’Angiolo, numero uno e fondatore della Campolonghi Group, a cui fanno capo oltre che la conosciutissima Campolonghi Italia Spa di Montignoso, anche l’ormai abbandonato laboratorio di marmo Olympia, a Querceta su via Aurelia, sembra prossimo a rinucniare alla realizzazione del progetto. Nell’area di 45 mila metri quadrati dell’ex Olympia, in base agli indirizzi politici e urbanistici dell’amministrazione di Seravezza, dovrebbe sorgere, in perequazione, la struttura per le otto contrade del Palio dei Micci. Ma - secondo alcune indiscrezioni - la famiglia D’Angiolo non sarebbe disposta ad investire nell’area ex Olympia per diversi motivi. Uno dei quali poiché sarebbe poco conveniente realizzare anche il Palapalio.

La variante urbanistica approvata dall’amministrazione Neri (nel settembre 2012) prevede che il privato realizzi due edifici residenziali con 34 alloggi (tre da cedere al Comune), e dei centri commerciali di circa 1500 metri quadrati l’uno. Tre anni fa era anche già spuntato il nome del supermercato Conad. Ma in cambio, D’Angiolo dovrebbe costruire, e poi cedere al Comune, un Palapalio che contenga 1500 persone, di 40 metri per 41, con 400 mq destinati a servizi, spogliatoi, magazzini e impianti. Oltre ad una nuova doppia viabilità d’ingresso all’Aurelia con una rotonda, ampi parcheggi pubblici, illuminazione, marciapiede e aree a verde pubblico.

L’intenzione dell’amministrazione Neri è quella di riportare il Festival del Miccio Canterino a Querceta. Oltre che dotare le contrade e i loro musici e sbandieratori di un luogo dove potersi allenare, assorbendo così parte di prove all’aperto (che scatenano ogni anno polemiche).

Tuttavia la famiglia D’Angiolo, non solo sembra aver perso l’interesse all’investimento ma pare sia anche in cerca di un acquirente per vendere la proprietà. Se da una parte potrebbe essere una buona notizia, dall’altra potrebbero passare anni prima che arrivi il compratore giusto, che soddisfi le esigenze della Campolonghi Group.

«La previsione urbanistica rimane tale finché non viene proposta una variante accoglibile dall’amministrazione – spiega il sindaco di Seravezza Ettore Neri – con un comune accordo tra privato e comune». Eventualità che tuttavia ormai potrebbe accadere soltanto con la prossima amministrazione che si rinnoverà tra una anno. Però l’amministrazione di Seravezza vanta diversi esempi, dove la perequazione ha funzionato, anche con grandi costruzioni, come la piscina comunale o piazza Pertini a Querceta. «Questi casi sono relativi ad una pianificazione di metà degli anni ’90 – prosegue il sindaco Neri - I progetti si sono realizzati 10 anni dopo e anche lì effettuando altre due varianti urbanistiche, perché l’investimento non partiva. Si pianifica oggi per realizzare domani: queste operazioni non vanno gestite con fretta, ma con criterio; ci vuole pazienza, poi magari le condizioni vengono fuori. D’altra parte per le pubbliche amministrazioni non è più possibile realizzare un esproprio di terreni per realizzare un palazzetto, soltanto per il costo elevato dell’esproprio. E anche se avesse il terreno sarebbe difficile trovare le risorse».

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