Il Tirreno

Versilia

Lombardi: capisco i cittadini se non pagano l’ultima bolletta

di Luca Basile

Il sindaco difende il suo operato nella lunga e difficile emergenza tallio, replica a chi lo ha contestato e annuncia di avere dato incarico allo studio legale di tutelare il Comune e la popolazione

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PIETRASANTA. Sindaco Lombardi, i Comitati invitano i cittadini a non pagare, al momento, l'ultima bolletta dell'acqua. Condivide? «Quella bolletta andrebbe azzerata. Punto e basta. Non pagare? Sono un primo cittadino e quindi mi attengo, in modo responsabile, al mio ruolo, detto questo fanno bene Comitati e cittadini a valutare ogni dettaglio in questa fase. Li capisco».

Il giorno dopo la contestazione ai vertici Gaia e Asl e in misura minore allo stesso Lombardi, l’emergenza tallio e il caro bollette tengono ancora banco. «Nel fine-settimana abbiamo fatto il punto - spiega Lombardi - con lo studio Villata di Milano che ha l'incarico di tutelare il Comune e i suoi cittadini in ogni fase legale e civile di questa vicenda. Una volta appurate le responsabilità ci muoveremo di conseguenza».

Pentito di avere partecipato ed ospitato il workshop in S.Agostino dedicato al tema dell'acqua sicura?

«L'iniziativa era organizzata dall'Asl ed è stata voluta per prendere visione delle modifiche comunitarie ed applicarle, sulla materia. Le modalità di partecipazione non dipendevano dal Comune».

Lei si è preso dai manifestanti del bugiardo: l'accusa è che mentre si proponeva mediatore sulla questione delle bollette da fatturare nel periodo oggetto di divieto d'uso dell'acqua, l'accordo, in realtà, era già stato definito con Gaia. Come risponde?

«Lo ribadisco: non ho mai mentito ai cittadini, posso sbagliare, ma non sono un bugiardo. La trattativa, per quanto di mia conoscenza, era ancora aperta, in quel momento. E sulle bollette la partita è tutt'altro che chiusa. Riduzione o azzeramento delle fatturazioni sui consumi degli ultimi mesi, sono soluzioni obbligate».

Lei, alla pari degli altri sindaci ha respinto le dimissioni del presidente di Gaia da tempo nel mirino dei Comitati: pentito di quella decisione?

«Lattanzi è un anno che è alla guida di Gaia, non era giusto che rispondesse per colpe non sue. Detto questo l'approccio di Gaia con la problematica tallio non è stato dei migliori. E questo Lattanzi lo sa».

Cosa ha pensato quando è venuto a sapere che Gaia - come da lettera del direttore Paolo Peruzzi - fosse già a conoscenza, dal 2013, della presenza di tallio alle sorgenti di Molini di S. Anna?

«Rabbia, è inconcepibile quanto successo. Da medico, se mi ordinano di ripetere un esame perché non va bene il primo esito, lo ripeto senza perdere tempo. Chi ha sbagliato, vertici o non vertici, ne risponderà».

Molti cittadini l’accusano di essere troppo appiattito sulle posizioni di Asl e Gaia.

«Appiattito? Ma se è stato il sottoscritto ad inviare, in Procura, la lettera dove Gaia segnalava di essere venuta a conoscenza del tallio nel 2013. Così come ritengo grave che l'ente gestore non sia stato solerte nei controlli. E con Asl il confronto è leale, ma serrato: ho già detto alla dottoressa Ida Aragona di accelerare, nei limiti del possibile, le pratiche per la consegna degli esami delle urine e e di rendere pubblico l’andamento degli esiti per avere un quadro trasparente della situazione».

I Comitati non hanno più fiducia nel tavolo tecnico-scientifico e se ne vanno sbattendo la porta: si sente responsabile per questo?

«I Comitati lo sanno: è stato il sottoscritto ad averli voluti nel tavolo tecnico e sono sempre stato io a fare figuracce pubbliche – con il presidente Enrico Rossi, ndr - pur di coinvolgerli. È una scelta dolorosa, spero che ci ripensino: il loro contributo è fondamentale. Così come sarebbe fondamentale la consegna dei campioni dei capelli per portare avanti lo studio sugli effetti della contaminazione».

Sindaco, proprio niente da rimproverarsi nella gestione dell’emergenza tallio?

«Abbiamo cercato di dare tutte le risposte possibili: parliamo di una problematica sconosciuta. Potevamo firmare l’ordinanza di divieto d’uso dell’acqua una o due settimane prima? Non c’erano i presupposti e comunque non avrebbe cambiato il senso e la portata del problema. In tutta sincerità: più di quello che abbiamo fatto, in questi mesi, come Comune, era difficile fare».

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