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Il miccio squalificato? Sta benissimo

Il miccio squalificato? Sta benissimo

Il fantino della Lucertola: «Con il mio Centolire ho corso al Palio del Casale»

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QUERCETA. «Come può un miccio squalificato per una malattia gareggiare dopo appena una settimana in un altro palio superando tutte le visite di controllo?». È questa la domanda che si è posto Francesco Ferrari, fantino di Ripa che da anni corre con i colori rossoverdi della Lucertola, e la risposta (escludendo l'irrealistica ipotesi del miracolo) porta nuovamente alla luce le proteste che solo una settimana fa hanno scosso il mondo del Palio dei Micci di Querceta.

Tanto si è parlato infatti di questa sessantesima edizione passata alla storia purtroppo come la "corsa monca", in quanto per la prima volta ai nastri di partenza sono mancati all’appello (causa squalifica dopo la visita preventiva dei veterinari dell’azienda sanitaria locale) gli asini di due delle otto contrade storiche, ma in attesa delle future mosse di Ponte e Lucertola (le due contrade coinvolte) quello che è accaduto domenica a solo una settimana dal Palio quercetano ha dell’incredibile.

«Con il mio miccio Centolire (l’asino rossoverde squalificato per una micosi) sono andato in Campania, a Camposano, per farlo partecipare al famoso “Palio del Casale”, manifestazione che richiama fantini anche da altri paesi europei - racconta Ferrari - e quando siamo arrivati lì i medici subito, avendo sentito di quanto accaduto a Querceta, hanno prestato particolare attenzione alla visita di Centolire. Ebbene, non è stato riscontrato assolutamente niente se non una leggera perdita di pelo che ad ogni modo ha permesso al miccio di partecipare alla corsa con il fantino Valentino Busso e di onorare l'evento rimanendo in perfetta salute. L'unica differenza rispetto al nostro Palio? Erano i medici che l’hanno visitato. Con tutto il rispetto per i due che hanno svolto la visita a Querceta - spiega infatti Ferrari - nessuno dei due era un esperto di questo tipo di animali come invece lo era il medico a Camposano: il medico dell’Azienda sanitaria versiliese si occupa di apicoltura, mentre il dottor Ferrandello che è stato scelto dalla Pro Loco è un veterinario che si occupa prevalentemente di animali di ben altra taglia come cani e gatti. Quello che mi chiedo è questo: com’è possibile che dopo una sola settimana un miccio guarisca da una malattia tale da non avergli permesso di correre?».

Il dubbio è più che legittimo, ma il fantino versiliese ha anche una soluzione. «Per i prossimi pali serve più competenza e attenzione durante la visita, e i controlli devono essere accurati per accertarsi che davvero il miccio stia male. Anche perché - dichiara Ferrari - noi fantini, e sono sicuro di parlare a nome anche dei miei colleghi versiliesi, siamo i primi che teniamo alla salute e alla cura dei nostri animali».

Gabriele Buffoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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