Sicurezza
Dieci anni di sottopasso progettato e mai costruito
VIAREGGIO. «Il sottopasso di via San Francesco? Un'opera leggera, sembra quasi che non ci sia…": la battuta colta in strada porta dritto ad uno dei misteri dei lavori pubblici in salsa viareggina,...
VIAREGGIO. «Il sottopasso di via San Francesco? Un'opera leggera, sembra quasi che non ci sia…": la battuta colta in strada porta dritto ad uno dei misteri dei lavori pubblici in salsa viareggina, quello del sottopasso dalla Pam (largo Risorgimento) al centro città. Pensato nel 2006 e mai realizzato, insieme alle altre opere per la cui progettazione sono stati pagati gli incentivi, come è emerso dalla recente indagine del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca, senza che si fosse arrivati allo stadio previsto dalle legge per il pagamento.
Due delibere di Giunta del 2007 (702 e 925) raccontano che sono stati approvati i progetti esecutivo e definitivo. Entrambi firmati interamente dal dirigente dei lavori pubblici, Riccardo Raffaelli, e dal collega Raffaele Latrofa, dipendente dello stesso settore. Il quadro economico (il progetto esecutivo è del dicembre 2007) attesta il costo dell'opera a 5.664.000 euro, dei quali disponibili solo 1.488.065,76 euro. Il progetto, all'epoca, era inserito nel cosiddetto Piano Acli: 2.170.000 euro di finanziamento del Consorzio Acli come contributo aggiuntivo per un’operazione immobiliare.
Nel 2008 è l’allora assessore ai lavori pubblici Roberto Bucciarelli a scoprire l’amara verità: per realizzare l’opera il Comune deve mettere di suo 4.090.000. Che non ci sono. In tutto (Acli e Comune) spenderebbero 6.260.000 euro: 596.000 euro in più del piano economico allegato al progetto esecutivo per la realizzazione di una «strada a due corsie - così si legge negli atti, identici dal 2006 ad oggi - con una larghezza totale di otto metri e mezzo e un’altezza di 4.10 metri, con doppia corsia a marciapiedi mobili per il traffico ciclopedonale».
Il 29 giugno 2009 il disastro ferroviario si porta via anche la passerella sopra i binari. Il primo giugno 2011 arriva la buona notizia: la Protezione civile cofinanzierà la costruzione del sottopasso in sostituzione della passerella distrutta. Firmato Franco Gabrielli (era capo Dipartimento Protezione civile nazionale) con lettera al presidente della Regione, Rossi, e all’allora sindaco Lunardini. L'opera - così viene stabilito - è parte integrante nel piano della ricostruzione del post disastro ferroviario. L'ufficio lavori pubblici del Comune - veniva assicurato - è intervenuto sul progetto per razionalizzarne la struttura e ridurre così i costi a circa 4.500.000 euro (ma di questo in Municipio non vi è traccia).
Poca cosa se si pensa ai 5.664.000 euro del 2006, ma molti di più - invece - con riferimento allo studio di fattibilità datato novembre 2010, ancora a firma Raffaelli, il cui conto economico sale a 9.676.359, 36 euro, comprensivo di tre rotatorie.
Due anni dopo, nell’ottobre 2013 è Raffaelli a raccontare al “Tirreno” cifre che ancora una volta cambiano: 6.800.000 euro, dei quali 4.300.000 euro stanziati nel 2011 dalla Protezione civile; ed i restanti a carico del Comune, fondi ricavati dal risarcimento per la strage. Fondi finiti, in realtà, a ripianare l'ultimo bilancio della Giunta Lunardini. Ma un provvedimento della Corte dei Conti ha obbligato l'Ente a recuperare la somma. Anche in virtù dell’ordinanza di Protezione civile del 16 luglio 2012, che richiama la nota della Direzione generale della Presidenza della Regione (17 maggio 2012), con cui si chiede al Comune di Viareggio « l'esito della trattativa con le assicurazioni Trenitaila e Gatx in ordine al risarcimento per la distruzione della passerella pedonale, il cui importo dovrà essere destinato al finanziamento del sottopasso a detrazione delle risorse statali». Oggi il sottopasso è nel Piano delle opere pubbliche del Comune, ma solo sulla carta. A fronte dell’assegno versato dalle assicurazioni, i soldi non ci sono.
Donatella Francesconi
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