Il Tirreno

Versilia

Pietrasanta: acqua contaminata, la rabbia dei comitati

Luca Basile
Pietrasanta: acqua contaminata, la rabbia dei comitati

Alta tensione al seminario sulla sicurezza idrica in Sant’Agostino: contestato il presidente di Gaia, nel mirino anche dirigente Asl e sindaco

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PIETRASANTA. I decibel della contestazione si impennano quando fa capolino il presidente di Gaia Nicola Lattanzi: urla, slogan e quel coro “vergogna, vai a casa” che accomuna un fronte di 100-120 persone che gridano la rabbia, mal sopita, dopo mesi di esasperazione. Lattanzi si ferma guardandosi intorno, abbozza un mezzo sorriso per poi ritrovarsi in mano una bottiglietta d’acqua – «di cannella, bevila» grida la gente – passata dal presidente del Comitato tallio a Pietrasanta Bruto Pomodoro. È forse l’unico momento di vera tensione della contestazione, per altro civile nei modi, andata in scena lunedì 11 all'ingresso Chiostro di S.Agostino sede del workshop dedicato alla sicurezza dell’acqua, organizzato dall’Asl con la partecipazione di Comune, Gaia, Arpat, Ministero della Salute, Regione e Istituto superiore di Sanità.

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Il vis a vis con Lattanzi dura il breve volgere di un minuto poi le forze dell’ordine, presenti in piazza Duomo, invitano lo stesso Lattanzi a entrare nel Chiostro lasciandosi alle spalle l’ira tracimante dei manifestanti. Il sagrato della Chiesa di S.Agostino è un brulicare di cartelli contro l’Asl 12 che non «ci consegna le analisi», contro Gaia che «ci invia le bollette e noi tutti vi mandiamo a casa», con la richiesta di un ritorno «all’acquedotto pubblico», contro Comune e sempre Asl che dovrebbero «vergognarsi e invece fanno i convegni».

C’è uno striscione che punta diritto contro Ida Aragona, responsabile del servizio di prevenzione dell’Azienda sanitaria. “Dimettiti” e giù, in scia, quel coro “dimissioni” che di tanto in tanto, con il megafono, viene rilanciato dallo stesso Pomodoro. «Anziché consegnarci gli esiti dei nostri esami, la dottoressa Aragona – urla Pomodoro – se n’è andata 5 giorni in vacanza».

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Poi ci sono i battibecchi, aspri, a margine della mattinata: come quello che vede il presidente del Comitato di Valdicastello, Luigi Pelliccioni, invitare il direttore di Gaia Paolo Peruzzi ad abbandonare l’incarico «e a devolvere i suoi 180 mila euro di stipendio annuo per coprire il debito della società. Dubito che lo farà. E comunque, in modo civile – dice Pelliccioni – abbiamo ribadito la nostra contrarietà a tutti coloro, enti ed organo di controllo, che da mesi ci prendono in giro e che vogliono insabbiare tutto. Hanno organizzato un workshop e hanno tenuto fuori comitati, Cnr e Università di Pisa: vergogna. Anche noi di Valdicastello, come Pietrasanta, usciremo dal tavolo tecnico-scientifico: non puoi dialogare con chi è co-responsabile dell’emergenza tallio».

Fra i manifestanti c'è Dafne Pardini esibisce, con un sorriso amaro, gli esiti degli esami delle sue urine. «Abito a Valdicastello: sono contaminata dal tallio, come un mio familiare. Il mio valore è 2.02 mentre il parametro di riferimento massimo è 0.5. Come devo comportarmi? Quali rischi corriamo? Mio padre ha vissuto una vita a Valdicastello e nel giro di 2 anni è morto per la Sla: chi mi esclude che la sua malattia non sia correlata all’uso dell’acqua potabile?»

Il sindaco è all’interno del S.Agostino: fuori, sempre sul sagrato, la gente gli assegna la patente del bugiardo. «Si era impegnato a fare da mediatore per il pagamento delle bollette nel periodo oggetto di divieto e invece, mentre ci diceva questo, era già stato definito un accordo umiliante per noi cittadini» grida Pomodoro con la gente che applaude. Alla fine una delegazione dei manifestanti chiede di intervenire al workshop: poche parole, richiesta di tempi certi nella consegna degli esiti degli esami. Sullo sfondo resta la sensazione di una totale caduta di fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni.

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