Il Tirreno

Versilia

Omicidio Romanini, il processo deve ripartire da zero

La scena del delitto, in alto la vittima Stefano Romanini e sotto il presunto mandante Roberto Romanini
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La scena del delitto, in alto la vittima Stefano Romanini e sotto il presunto mandante Roberto Romanini

Clamorosa decisione della Corte di assise di Lucca: sono stati violati i diritti della difesa nell'esame sui bossoli ritrovati nel terreno di proprietà dell'imputato di Camaiore

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CAMAIORE. Il processo a carico dell'imprenditore camaiorese Roberto Romanini, accusato di essere il mandante dell'omicidio del cugino Stefano Romanini, dovrà ripartire da zero. Per la precisione dall'udienza preliminare.

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Nella prima udienza in Corte di assise a Lucca, infatti, i giudici hanno affermato che sono stati violati i diritti della difesa nell'esame sui bossoli ritrovati nel terreno di proprietà di Roberto Romanini. E che secondo la Procura della repubblica sono compatibili con quelli rinvenuti sul luogo dell omicidio, avvenuto in via Battisti a Camaiore l'8 febbraio del 2011.

La difesa dell imputato, infatti, aveva chiesto di poter esaminare i  bossoli in questione. Ma il giudice delle indagini preliminari del tribunale aveva negato questa possibilità.

Di conseguenza, secondo la Corte d'assise il processo al momento non può  essere celebrato. La palla torna ora al giudice dell udienza preliminare, che dovra riesaminare il caso e alla fine valutare se mandare o no di nuovo a processo Romanini.

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Ovviamente soddisfatto l'avvocato difensore di Roberto Romanini, Andrea Tonnarelli.

"I giudici hanno recepito la nostra eccezione, che era sacrosanta - ha commentato al termine dell'udienza che si è svolta nell'aula della corte di assise del palazzo di giustizia di Lucca - noi avevamo soltanto chiesto di poter fare esaminare i bossoli a un nostro perito in modo da  poter valutare, in un secondo momento, quale strategia difensiva prendere e se era il caso di chiedere un rito alternativo. Adesso staremo a vedere che cosa succederà".

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