Sicurezza
I vertici del Pd rinserrano le file
«Il Partito Democratico è uno solo». E Betti: io sto con il partito
VIAREGGIO. «Il Pd è un partito plurale e aperto, ma l'apertura non può arrivare fino al punto di consentire che ci sia qualcuno che accredita l'idea che esista "un secondo Pd". Di Pd ce ne è uno solo, il suo candidato a sindaco è Luca Poletti, che è espressione di un forte rinnovamento di cui a Viareggio c'era bisogno». Così un gruppo di dirigenti del Pd versiliesi commenta le manovre di avvicinamento tra esponenti del partito e Giorgio Del Ghingaro. «Alcuni professionisti del potere, poche persone che si contano sulle punte delle dita, non hanno gradito il rinnovamento, preferendo arrivare al punto di sostenere un candidato in contrapposizione al Pd, un candidato che è contro il Pd. E non è accettabile la mistificazione per cui si può essere contro il Pd ma anche col Pd. Chi per ragioni di potere se ne è andato altrove, ponendosi fuori dal Pd, ha fatto le sue scelte. Noi proseguiamo nel nostro percorso di rinnovamento».
Il documento è firmato dal segretario Giuseppe Dati insieme ai candidati alla Regione Maria Cristina Marcucci, Ettore Neri, Michele Silicani e Stefano Baccelli, i sindaci Del Dotto, Lombardi, Buratti e Verona, i vicesindaco Pierucci e Rosi, e i componenti dell’assemblea nazionale Pd Mattei e Del Soldato.
E a proposito delle voci che indicano possibili cordate pro o contro questo o quel candidato al consiglio regionale, il gruppo aggiunge: «Respingiamo il tentativo di coinvolgere in torbide manovre da politicanti i nostri candidati al consiglio regionale che godono, tutti, del nostro pieno sostegno e della nostra fiducia, e che non meritano di essere usati in giochi di potere architettati contro il Pd e anche contro di loro personalmente».
Leonardo Betti invece interviene per affermare che «non c’è stato nessun accordo» tra lui e Dati per sancire la candidatura di Luca Poletti. «All'assemblea degli iscritti Pd del 3 marzo dissi: “io e il mio gruppo, in un'arena di nomi che fa male a tutti non intendiamo addentrarci e tra tutti questi nomi ne scegliamo uno solo: quello del Pd”. Dunque, le scelte sono state prese da chi era legittimato a prenderle. Il commissario Giuseppe Dati ha scelto Poletti e sia per me che il mio gruppo Poletti è il candidato Pd. Dati avrebbe potuto scegliere un'altra persona e sono certo che l'avrei accettata ugualmente perché sono un iscritto che crede nei valori del partito. Devo purtroppo rilevare che lo scenario che si sta proponendo ai cittadini, con un partito che appare come spaccato in due a causa di una confusione ingenerata da parte di chi non rispetta le regole del partito cui dovrebbe appartenere, fosse solo per i ruoli che ha ricoperto e che ricopre, non fa bene a nessuno».
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