Sicurezza
Campo Rom senz’acqua: un problema da due anni
Il proprietario del camping che fornisce l’utenza racconta: i gestori nel 2013 posero la questione dei mancati pagamenti del Comune al commissario Mannino
TORRE DEL LAGO. Una storia nella storia, quella del Camping del lago, confinante con il campo Rom. Perché se i cittadini romeni, accolti nel 2007, sono stati lasciati al loro destino (con buona pace dei fondi di ministero dell’interno e Regione per il superamento dell’emergenza), altrettanto è stato fatto con il campeggio. Oggi chiuso, dopo la morte del gestore con la società “Ecomar”. «La nostra proprietà - racconta al “Tirreno” Fabrizio Marchetti - sconta una situazione urbanistica che il Comune non ha mai voluto dirimere, nonostante la sanatorie con tanto di oneri pagati». E nonostante l’investimento iniziale di tre milioni e mezzo: ad oggi quel camping in quell’area non dovrebbe esistere. Eppure è la struttura che ha fornito, come da accordi tra Comune ed “Ecomar”, acqua e luce al campo Rom del Comune. Oggi che il campeggio è chiuso e non può riaprire, ecco arrivare Gaia che chiede ottantamila euro di bollette arretrate. «Gaia scrive a me - continua Marchetti - ma la morosità è in carico alla “Ecomar” che è l’intestataria del contratto con l’azienda idrica». Come dimostrano le carte che Marchetti mostra. In mezzo ad una storia di ordinaria burocrazia, il campo Rom con i suoi abitanti, molti dei quali bambini, rimasto senz’acqua da settimane. Con il Comune che, al momento, non ha mosso un dito. In realtà il problema era noto da tempo. Almeno da quel febbraio 2013 in cui la “Ecomar” scrive all’amministrazione del commissario prefettizio Domenico Mannino: «Questo è l’ennesimo fax per pregarvi di pagarmi le fatture inerenti la mia ormai esaurita disponibilità a continuare a fornire utenze per il vostro progetto di accoglienza alla comunità Rom». Il gestore del camping taglia le forniture ed il sub commissario Anna Maria Giambalvo scrive al dirigente dell’area risorse finanziarie (all’epoca Maurizio Nieri): «Si trasmetta la nota allegata con preghiera di fornire diretto riscontro all’interessato sulle ragioni del mancato pagamento della fattura».
Finì con un’ordinanza di Mannino per garantire l’acqua al campo Rom già in condizioni igienico-sanitarie decisamente precarie. Con quell’ordinanza, sembra di capire, il campo Rom ha avuto acqua fino all’intervento di Gaia il 29 aprile. L’azienda idrica non ha preso in considerazione la presenza del campo, così come non ha considerato che Marchetti non è l’utente moroso.
Un bel pasticcio in salsa viareggina, aggravato dal fatto che tra Comune e Gaia si sfiorano i mille dipendenti. Un numero più che abbondante per risolvere in oltre due anni il problema di una singola utenza...
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