Sicurezza
Banchine, il Comune paga ma non riscuote
VIAREGGIO. Sembra una storia di fanta-amministrazione, ed invece è amara realtà di un Comune in dissesto che vede i cittadini pagare tasse e tariffe al massimo, mentre spuntano qua e là gli infiniti...
VIAREGGIO. Sembra una storia di fanta-amministrazione, ed invece è amara realtà di un Comune in dissesto che vede i cittadini pagare tasse e tariffe al massimo, mentre spuntano qua e là gli infiniti “buchi” delle amministrazioni passate.
È una storia di porto, “una storia da carabinieri, una storia sbagliata” canterebbe il grande De Andrè. Carabinieri che in porto ci sono ben passati, per un’indagine di banchine che ha portato all’arresto dell’ex nostromo e ancora si attende l’esito del lavoro compiuto per la Corte dei Conti. Vicenda che sarebbe ancora “viva”.
Ed alla quale si ricollega la “scoperta” che il contratto con il quale il Comune ha passato le banchine Ceina, Antonini e Maria Luisa di Borbone, per le quali paga regolare concessione all’Autorità portuale, alla Viareggio Porto è scaduto a fine 2013. E non è mai stato rinnovato, ad oggi. Con il risultato che l’Ente pubblico ha pagato una decina di migliaia di euro di concessione per tre banchine dalle quali non ha incassato un centesimo, nonostante la società partecipata abbia riscosso dai diportisti il dovuto per l’ormeggio. (d.f.)
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