Il Tirreno

Versilia

Torre di Venere riscopre i tedeschi

di Angelo Petri

Era il nome che Thomas Mann dette a Forte durante i suoi soggiorni in Versilia dove scrisse Mario e il mago (1926)

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FORTE. Goethe così come gran parte dell’intellighenzia germanica amavano l’Italia - la terra in cui fioriscono i limoni – e hanno sempre avuto una considerazione particolare per il nostro Paese. Prova ne sia che già a fine dell’800, anche al Forte, c’era un nutrita colonia di intellettuali tedeschi che delle dune della spiaggia e del borgo di pescatori ne aveva fatto muse ispiratrici: nomi celebri, dal grande Von Hildebrandt alla poetessa Isolde Kurz, che furono anche i primi rappresentanti di un turismo germanico costantemente presente sui nostri lidi nel corso degli anni. Così Forte Marmi, riscopre le sue origini e ha deciso di dedicare il 2016 alla frequentazione turistica tedesca, attraverso un omaggio al suo ospite più illustre: il Premio Nobel (1929) Thomas Mann in occasione del novantesimo anniversario del suo soggiorno a Forte dei Marmi, dove l’autore prese ispirazione per la realizzazione della novella “Mario il Mago” pubblicata nel 1930. E già il prossimo giugno ci sarà una vera anteprima di queste celebrazioni con una lettura scenica commentata del celebre libro. Gli eventi del 2016 che l’Amministrazione sta organizzando saranno, dunque, non solo un omaggio a questo insigne rappresentante della letteratura del Novecento, ma anche l’occasione per ricordare i numerosi letterati e artisti che fin dagli albori del secolo scorso hanno soggiornato a Forte dei Marmi, contribuendo a creare le basi di quell’ambiente culturale e artistico sbocciato e cresciuto sul nostro territorio. Un ambiente che ha proiettato “Torre di Venere” - così Mann, ma anche il Manzoni avevano etichettata Forte dei Marmi - al di fuori dei confini locali, facendone la musa ispiratrice di molti artisti, italiani e internazionali. «Sarà una festa a 360 gradi - ha dichiarato il sindaco Umberto Buratti – che celebrerà Thomas Mann e tutta la cultura tedesca, rinnovando un legame di lunga data, che affonda le sue radici in tutto il Novecento. E’ un progetto che sta prendendo corpo e che contiamo di sviluppare nei prossimi mesi, organizzando una serie di manifestazioni che coinvolgeranno la cultura, l’arte e il turismo, riaprendo contatti e creandone di nuovi. E l’autore dei Buddenbrock sarà l’indiscusso protagonista, il punto fermo a cui si collegheranno diverse altre iniziative, che saranno una grande sorpresa per tutti».

L’esposizione che sarà proposta nel 2016 nel rinnovato Fortino illustrerà la genesi della celebre novella, fra cui i tanti soggiorni della famiglia Mann a Forte dei Marmi, i retroscena politici, nonché la fortuna di “Mario il Mago” in Italia. E attraverso tante testimonianze documentali e fotografiche si cercherà di restituire il clima di quegli anni. Mann, infatti, era spesso ospite con la famiglia del Grand Hotel di Achille Franceschi – ci ha raccontato Giorgio Giannelli, storico fortemarmino – finché un giorno venne letteralmente cacciato dall’albergo proprio da Achille, su richiesta della Principessa Colonna che, notando la pertosse di Elisabeth, la figlia dello scrittore, si era preoccupata per gli altri ospiti. Mann traslocò allora alla vicina Pensione Regina dell’ing. Cecchini, che era stato sindaco del Forte. Ma le disavventure non finirono lì perché la bambina era solita fare il bagno nuda e nonostante la tenerissima età la cosa destò grande scandalo tra la borghesia che frequentava quegli anni la spiaggia del Forte. Fu anche per questo, ma soprattutto per il consolidarsi del regime fascista che Mann, poi, diradò le sue presenze. Comunque - proprio dalla Pensione Regina – continua Giannelli - Mann seppe che al teatrino della Mutuo Soccorso (un capannone di legno e nulla più che sorgeva dove oggi è la Banca della Versilia), si sarebbe esibito Cesare Gabrielli, un celebre mago dell’epoca, che addormentava gli spettatori. Un personaggio reso celebre anche De Sica (lo si vede nel film “I bambini ci guardano” del 1943”. Da queste trame nacque così “Mario e il mago”. Le performance di questo illusionista che manipolava il pubblico durante le sue performance serali, diventarono infatti metafora del clima contemporaneo, tanto che fin dalla sua prima pubblicazione nel 1930, il racconto venne giudicato “anti- italiano” e per motivi di censura poté apparire in traduzione soltanto nel 1945.

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