Il Tirreno

Versilia

l’inchiesta sull’acqua contaminata

I cittadini: «Gli enti sapevano»

Trovata la lettera che documenta analisi sballate già nel 2013

2 MINUTI DI LETTURA





PIETRASANTA. «Arpat e Gaia sapevano della presenza di tallio nella sorgente Molini già nel 2013. Lo conferma la lettera inviata, nel febbraio scorso al sindaco Domenico Lombardi - e dallo stesso primo cittadino poi inviata in Procura - a firma proprio del direttore di Gaia, Paolo Peruzzi». Parole, quelle dei Comitati tallio Pietrasanta e Valdicastello che confermano le indiscrezioni, sull'argomento, rese note da Il Tirreno nelle scorse settimane.

«Il Sindaco - dicono dal Comitato - aveva detto che questa lettera era stata secretata dalla Procura: affermazione assurda quella di Lombardi, perchè non risponde al vero per il semplice fatto che abbiamo fatto regolare richiesta proprio a Gaia per averla e ci è stata consegnata senza alcun problema».

Arpat, rifacendosi a delle analisi dell'8 agosto 2013, «segnalava che ai Molini di S.Anna il valore del tallio - 12 microgrammi per litro - era oltre i limiti e chiedeva a Gaia la ripetizione del campione. Dopo tale comunicazione non è stata invece eseguita nessuna altra analisi da parte di Gaia fino al momento del ritrovamento del tallio a Valdicastello, l'anno dopo».

«Riguardo alle cause di tale inadempienza - scrive Peruzzi nella relazione - la società, come noto, ha preso tutte quelle iniziative ad accertare la responsabilità e ad evitare che casi analoghi si possano ripetere».

Responsabilità che la Procura di Lucca sta accertando proprio in questi giorni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa