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Via Carducci, ecco nuove accuse

Via Carducci, ecco nuove accuse

Ghiselli: «Per affittare ai privati i fondi di palazzo Quartieri è necessaria una variante urbanistica»

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FORTE. Poche cose a Forte hanno suscitato così tanto interesse. Parliamo dell’affitto ai privati dei fondi di palazzo Quartieri che danno su via Carducci.

Dopo mesi di polemiche è scattato il bando per chi vuole affittarlo. Le cifre sono salate, quindi il Comune di Forte non svenderà i suoi beni, ma la cosa – non poteva – comunque finire così.

«Prima di affittare i fondi nell’ex municipio in piazza Marconi bisogna attivare una Variante urbanistica e non sono ammissibili scorciatoie di alcun tipo!».

A rompere le uova nel paniere alle intenzioni dell’Amministrazione Comunale che nei giorni scorsi aveva approvato le regole su cui si baserà un bando che dovrebbe essere emesso nelle prossime settimane per trovare l’inquilino dei fondi che si affacciano su via Carducci, è Enrico Ghiselli, presidente “dimissionato” del Forum permanente cittadino. Insomma il noto architetto fortemarmino non si può dire che sia amico dell’amminstrazione comunale.

Sul caso variante è lo stesso Ghiselli a scriverlo in una lettera aperta al sindaco Buratti, ai dirigenti comunali e perfino al Prefetto di Lucca.

«Ho preso atto nel Consiglio Comunale del 30 aprile scorso dell'intendimento della sua Amministrazione di modificare le scelte amministrative a suo tempo assunte riguardanti la realizzazione della Biblioteca Comunale su tutto il Piano terra di Palazzo Quartieri, - scrive l’architetto Ghiselli - e di destinare la parte lungo via Carducci a fondi da locare a terzi. Al di là della mia non condivisione di tale scelta, Le voglio raffigurare le seguenti considerazioni attinenti le procedure.

«ln primo luogo pare allo scrivente che, prima di procedere alla emanazione di un Bando, si debba provvedere all'annullamento di quanto deciso dal Consiglio Comunale a suo tempo (approvazione del progetto con tutto il Piano terra di Palazzo Quartieri a Biblioteca Comunale, con conseguente successiva approvazione dell'appalto dei lavori avente ad oggetto il progetto medesimo), poi, serve l’approvazione di un progetto in variante nel quale si definisca la diversa ipotesi di utilizzo di porzione del Piano terra stesso. ln secondo luogo, si fa presente che deve essere attivata una procedura di variante urbanistica prima dell’emanazione di qualsiasi bando, poiché qualsiasi altro procedimento che Lei volesse percorrere sarebbe in violazione di legge, e si potrebbe configurare una qualche responsabilità amministrativa se non penale, se si volesse procedere senza la attivazione del processo di variante urbanistica. Auspicando la Sua adeguata attenzione a queste sintetiche ma chiare considerazioni, la saluto distintamente la saluto».

Insomma in questo caso Ghiselli pone un problema burocratico. Mentre in passato le polemiche e le accuse a Buratti e alla giunta erano legate alla presenza (o meno) della sala di lettura in centro storico.

Intanto, emanato il bando, si resta in attesa di sapere chi farà proposte al Comune per prendere in affitto il fondo.

r.f

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