Il Tirreno

Versilia

Sequestrato lo scalo di Perini

di Donatella Francesconi
Sequestrato lo scalo di Perini

Sigilli disposti dal giudice per le indagini preliminari. L’azienda: ricorriamo e siamo fiduciosi

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VIAREGGIO. Sigilli al cantiere “Perini”: la Capitaneria, su mandato del giudice per le indagini preliminari, ha sequestrato lo scalo di alaggio di "Perini Navi" nella Darsena Italia. Il provvedimento arriva in seguito all’indagine avviata in materia di scarichi in acqua da parte della nautica viareggina. L'attività investigativa della Capitaneria è iniziata sotto il comando di Marco Alberto Iacono ed è proseguita con l’arrivo di Davide Oddone alla guida della guardia costiera viareggina. I militari hanno passo al setaccio «tutti i cantieri dell'ambito portuale ove è stato riscontrato l'illecito smaltimento dei rifiuti derivanti dal lavaggio delle carene e la contaminazione delle acque marine».

Nei mesi scorsi i sigilli erano già scattati per il cantiere Del Carlo che si era poi messo in regola dopo un periodo di lavorazioni possibili sono all’interno dei capannoni. Ieri è toccato a Perini il cui amministratore delegato - all’indomani della denuncia, nel settembre 2014 - aveva spiegato al “Tirreno” che l’azienda si era «messa al lavoro per individuare soluzioni che possano impedire il ripetersi del comportamento contestato». Uno scenario confermato dalla stessa Capitaneria: «Negli ultimi mesi, ed in conseguenza dell'attività in corso, l’azienda aveva già attuato un sistema alternativo e provvisorio di lavaggio degli scafi tirati a secco, in attesa di ottenere da parte degli organi competenti l'autorizzazione per avviare i lavori di installazione di un moderno sistema di raccolta e smaltimento delle acque contaminate».

A poche ore dai sigilli apposti allo scalo, Dell’Artino spiega: «Abbiamo adottato un sistema provvisorio per evitare il ripetersi dei fenomeni contestati e siamo in attesa della conclusione dell’iter avviato con la domanda presentata al Suap il 19 febbraio scorso». Iter che deve portare ad ottenere le autorizzazioni di tutti gli Enti competenti, alcuni dei quali si sono già espressi.

Certo è - la considerazione è inevitabile - che in una città che vanta di essere sede della nautica mondiale, anche gli uffici comunali dovrebbero essere “tarati” per farsi il problema che i tempi delle imprese hanno necessità di rapidità. «L’azienda - continua l’amministratore delegato - ha presentato ricorso ed è fiduciosa di poter riprendere al più presto le attività di alaggio e varo che sono indispensabili per la gestione operativa del cantiere».

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