Il dolore
Strage, in aula Rossi e Lunardini
Presidente della Regione ed ex sindaco chiamati a testimoniare mercoledì prossimo
VIAREGGIO. Fissato il calendario delle testimonianze nelle prossime udienze per il processo al disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009. Sono passati sei anni, sei. Trentadue persone non ci sono più: Lorenzo Piagentini starebbe per terminare la seconda elementare e suo fratello Luca si appresterebbe all’estate che precede l’ingresso alle scuole medie. Ma nessuno sa ancora dire al loro papà e alla loro famiglia (nella strage è morta anche la madre, Stefania Maccioni) perché non andrà così. I tempi della giustizia si rivelano infiniti, e non è colpa di nessuno - perché tutti hanno lavorato al massimo - ma è anche vero che così non può andare in un Paese che voglia dirsi civile e moderno.
Prossima udienza il 13 maggio: sul banco dei testimoni sono chiamati Enrico Rossi (presidente Regione), Luca Lunardini (sindaco Viareggio nel giugno 2009), Leonardo Betti (ex sindaco 2013-2014), insieme ai medici di Marco Piagentini (testimoni per l’avvocato Maffei). Il presidente del Collegio giudicante Gerardo Boragine (del Collegio fanno parte anche Nidia Genovese e Valeria Marino) ha convocato anche Marco Piagentini ed altri membri della sua famiglia.
Dal 20 maggio entrano in aula i consulenti delle parti civili: Massimo Bardazza, Maurizio Orsini. Il 27 maggio è convocato Fabrizio D’Errico, consulente anche della Provincia di Lucca. Ma quella sarà l’udienza nella quale sarà ascoltato anche Alberto Chiovelli, ex direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria.
Il 10 giugno è la volta dei consulenti dell’Inail, di Paolo Rivella e di tutti gli altri consulenti tecnici. Il 17 giugno, infine, il banco dei testimoni sarà occupato dal testimoni tedeschi.
C’è l’esigenza di riprendere quel ritmo imposto dalla parte di udienza che si è vista dal 13 novembre 2013 ad un paio di mesi fa, quando la scena è stata occupata dai pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, che si sono costruiti un affiatamento che ha dato il ritmo allo scorrere delle udienze, tra ricostruzioni tecniche del disastro, sviluppo dei capi di imputazione e testimonianze strazianti dei vivi che ricordano i morti e di chi, scampato alla tragedia, ancora non può dimenticare.
«Era l’Apocalisse», ha sentitetizzato il maresciallo Raffaele Ferraro, oggi comandante della stazione dei carabinieri di Viareggio, chiamato in aula per una breve testimonianza. Parole migliori non possono esserci...
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