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Versilia

Morelli (Authority): Ricci parla per sé

Morelli (Authority): Ricci parla per sé

Il caso escavo e le dichiarazioni sul sistema di dragaggio che è stato al centro delle indagini dell’Arma

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VIAREGGIO. «Le dichiarazioni del dipendente del Comune di Viareggio, Pietro Ricci, in comando presso l'Autorità portuale regionale, rilasciate a titolo personale, si riferiscono ad attività pregresse che nulla hanno a che vedere con la progettazione preliminare redatta dall'Autorità portuale regionale per una più efficace gestione dell'infrastruttura portuale di Viareggio, sia per le modalità esecutive previste sia per gli aspetti prettamente tecnici dell'infrastruttura». La dichiarazione è di Fabrizio Morelli, segretario dell’Authority, dopo la pubblicazione dell’inchiesta del “Tirreno” sulla storia del sabbiodotto e dell’escavo nel porto di Viareggio. Articolo che analizza un periodo di tempo che va dai primi anni Cinquanta al 2009/2010 quando il porto non era governato dall’Autorità portuale regionale istituita solo nel 2013. Come riportato nell’intervista allo stesso Ricci, che è stato fondamentale per la ricostruzione storica, il riferimento è a quegli appalti di escavo a doppia modalità di intervento: con draghe autocaricanti e con draghe refluenti. Compreso l’appalto 2008 cui fa riferimento l’ordinanza con la quale il giudice per le indagini preliminari ha archiviato l’abbozzo di indagini avviate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca. Un abbozzo di un quadro completo del quale già molto traspare di quella “Guernica” viareggina la cui realizzazione si è deciso di lasciare incompiuta.

«Se si esaminano le gare di appalto - spiega Ricci al “Tirreno” con riferimento ai decenni di doppio intervento - - si vede che all’interno mi facevano mettere sia le draghe autocaricanti che le refluenti. Ma queste io le utilizzavo pochissimo, a volte quasi niente. Mi dicevano “mettici la refluente, falla lavorare...per amor di Dio...”. Ma le refluenti per me erano da eliminare, non erano utili allo scopo. L’ho detto anche negli interrogatori: per me non era sufficiente a risolvere il problema...».

A precisa domanda del “Tirreno” in merito alle dichiarazioni rese al gip (e citate nell’ordinanza di archiviazione) a proposito del lavoro della draga refluente Sasit (famiglia Del Psitoia) Ricci precisa: «Io non ho detto che la draga ha fatto un buon lavoro, che significa essere una draga che risolve il problema. Io ho detto che la draga, quando era in moto, funzionava. Ma in tutti gli interrogatori ho confermato che non era sufficiente a risolvere il problema». (d.f.)

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