Il Tirreno

Versilia

La Viareggio Porto alla nautica viareggina

di Donatella Francesconi
La Viareggio Porto alla nautica viareggina

È la chiamata alle armi del presidente della Cna, Andrea Giannecchini «La città in dissesto ha davvero bisogno di una riscossa collettiva»

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VIAREGGIO. Ha avviato le “consultazioni”, Andrea Giannecchini, presidente della Cna provinciale, per verificare che vi sia la possibilità reale che «la parte buona della nautica viareggina possa riunirsi per creare un soggetto che possa essere interessato a candidarsi a rilevare la Viareggio Porto». Qualcosa si muove, dunque, sulle sabbie mobili della disastrata economia viareggina, tra crisi economica e dissesto dei conti del Comune. «Non possiamo assistere inermi - continua Giannecchini - allo smembramento del patrimonio delle partecipate della città. E per quanto ci riguarda soprattutto di quelle che gestiscono importanti asset strategici come la Viareggio Porto. Abbiamo già ricevuto sollecitazioni dirette da parte del mondo delle imprese. Per questo intendo lanciare una proposta che sia un richiamo al senso di responsabilità dell'industria nautica viareggina delle piccole e grandi imprese e rappresenti sotto certi aspetti anche uno scatto di orgoglio di coloro che vogliono ridare un futuro nuovo alla città di Viareggio».

Giannecchini si dice «convinto che ci siano le condizioni per creare un percorso che porti alla costituzione di un soggetto comune che possa rilevare la Viareggio Porto compatibilmente con i meccanismi delle ipotesi di fallimento e di concordato».

L’appello è lanciato e la chiamata alle “armi” è iniziata: «Come Cna propongo che questa iniziativa sia portata avanti con le altre associazioni di categoria allargata anche a chi non fa parte del mondo associativo. Un percorso a più fasi che parte dalla raccolta di interessi e dalla definizione dei criteri che le aziende dovranno avere, poi ancora proseguire con una dichiarazione d'intenti e uno studio di fattibilità per valutare attraverso un piano industriale se il percorso è realmente affrontabile».

Studio di fattibilità che - è l’ipotesi che ha in mente il presidente di Cna - «potrebbe essere anche affidato a Navigo», il consorzio di imprese della nautica di cui Cna fa parte. «Sono convinto - continua Giannecchini - che questo patrimonio sia il cuore della nautica viareggina anche alla luce del Piano regolatore portuale e delle ipotesi di variante che sono sul tavolo. Indugiare ulteriormente sarebbe dannoso anche verso tutti quei diportisti che in questo momento si trovano in una situazione di abbandono e incertezza senza precedenti».

Insomma, è ancora la voce del presidente Giannecchini: «Lancio il sasso nello stagno: non vorrei che dietro l’attendismo che vediamo ci fossero gli appetiti di qualcuno che aspetta la catastrofe». Se, invece, sull’orlo dell’irreparabile si affaccia «un soggetto che cresce ed è stabilito sul territorio, questa diventa l’occasione di un riscatto per una città dove non si sente parlare d’altro che di fallimenti. E ci aspettiamo che, in questa prospettiva, anche il sistema bancario - soprattutto gli Istituti di credito più legati al territorio - sia favorevole ad un investimento che abbia queste caratteristiche». La domanda è inevitabile: perché le imprese della nautica viareggina che rappresentano i costruttori leader nel mondo , non si sono mai fatte avanti in tal senso, neppure quando nel 2007/2008 è andato a gara il 48& delle quote della società pubblica? La risposta di Giannecchini dà da pensare: «Perché il valore della società era tale che - se non vi fosse compreso stato lo sviluppo immobiliare - il prezzo proposto non giustificava l’investimento...».

Detto questo, Giannecchini vuole guardare al futuro e chiama tutti a raccolta: «Siamo arrivati al punto che chi è sano e ha una prospettiva deve mettersi in gioco. È anche finita un po’ la nautica degli investitori di a carattere finanziario: la gestione di un approdo turistico, oggi, deve essere fatta dagli addetti ai lavori. Perché questa è la condizione che aumenta la capacità di queste aziende sul territorio». La città di Viareggio - conclude il presidente della Cna provinciale - «ha bisogno di tutti, di una riscossa collettiva».

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