Il Tirreno

Versilia

In carcere innocente, sarà risarcito

Luca Basile
In carcere innocente, sarà risarcito

La Corte di appello di Firenze ha riconosciuto l’ingiusta detenzione per l’ex dirigente del Comune di Pietrasanta Dante Galli

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PIETRASANTA. «Sono felicissimo. In questo momento provo veramente una grande felicità». Poche parole, strappate al telefono, ma per l'ex dirigente dell'ufficio urbanistica Dante Galli, coinvolto nel maxi-processo sulla corruzione a palazzo comunale durante il mandato Mallegni e incarcerato il 31 gennaio del 2006 sotto la scure di una serie infinita di capi di imputazione, la recente sentenza della Corte di Appello di Firenze è la chiosa definitiva ad una vicenda che lo ha segnato, profondamente, a livello umano.

Il tribunale ha infatti riconosciuto l'errore giudiziario e di conseguenza l'ingiusta detenzione stabilendo un indennizzo. «Non ho ancora letto il dispositivo della sentenza e non ho quindi idea dell'importo di questo indennizzo - prosegue Galli - ne prenderò visione con calma. Della cosa mi ha informato il mio studio legale - Padovani di Pisa - che ringrazio per come ha seguito tutta la mia vicenda».

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Una storia, quella di Galli che, alla pari dell’ex sindaco Mallegni e di altri, fra politici, funzionari comunali e imprenditori, si innesca a fine gennaio del 2006.

Galli era stato arrestato la mattina del 31 gennaio 2006 insieme a Massimo Mallegni. Fu il primo degli indagati a ottenere gli arresti domiciliari, anche perché la sua posizione in base alle accuse formulate dalla procura della repubblica era la meno grave. Era infatti stato accusato di corruzione, ma non di associazione a delinquere.

Dopo alcuni giorni in carcere, gli vennero concessi gli arresti domiciliari, per la revoca dei quali dovette aspettare la metà di aprile. Non solo: per poter tornare un uomo davvero libero l’attesa si prolungo fino alla fine di giugno del 2006 quando finalmente dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca venne revocato l’obbligo di firma e ogni altro tipo di misura restrittiva.

Da quel momento Galli riprese a lavorare anche se l’esperienza provata lo aveva ovviamente segnato.

Il 2 aprile del 2012 la fine dell’incubo: la sentenza del tribunale è netta, Galli è innocente, fasulli tutti i capi di imputazione formulati a suo carico e per i quali l’ex dirigente comunale ha vissuto giorni di carcere, settimane agli arresti, anni di paura.

 

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