Sicurezza
Grattini e slot patologici In 100 si curano all’Asl
Ma i dati sono in crescita per il gioco d’azzardo che sta rovinando intere famiglie Stasera dibattito su questa piaga sociale al Mediceo con la Società della Salute
VERSILIA. Il gioco d’azzardo patologico inizia a far paura anche in Versilia. Se questa dipendenza comportamentale - ma senza sostanza, come specificano gli esperti - è sempre stata percepita come un problema sociale anche qui, oggi possiamo analizzarlo con numeri alla mano. O perlomeno da quando il Ser.T dell’Azienda Usl 12 di Viareggio, nel 2010, ha istituito un’equipe di medici che si occupa di coloro che hanno bisogno di uscire dal tunnel del gioco.
Il dato certo, finora, è che ad essere caduti nella trappola delle slot machine, ma non solo, ci sono anche altri giochi d’azzardo, sono circa 100 persone in tutta la Versilia. Dal 2011 è infatti iniziata anche l'attività specifica ambulatoriale, che si svolge nella sede distaccata del Ser.T. di Viareggio, a Camaiore. «Ambulatorio al quale – ha fatto sapere l’equipe di medici versiliesi - ad oggi si sono rivolti circa 100 giocatori e loro familiari con un trend nettamente in aumento». Insomma, c’è poco da scherzare. Considerando anche che secondo il dott. Guido Intaschi, responsabile del Ser.T di Viareggio, «si tratta di una piccola punta: le stime parlano di numeri più alti, in linea con il livello nazionale che va dall’1 al 3% della popolazione». Intanto queste tematiche saranno oggetto di un dibattito, stasera, alle Scuderie Medicee a Seravezza. «Saranno analizzati gli aspetti più clinici di questo problema sociale – spiega il dott Intaschi - essendoci anche il presidente della Società della Salute, Ettore Neri». In generale si tratta di un ciclo di incontri, che si chiuderanno il 14 maggio (con la popolazione) e 15 con le scuole al Principe di Piemonte. L’obiettivo del Ser.T, che tra i tanti collabora in questa iniziativa anche con il "Comitato Non la Bevo" e le Misericordie della Versilia, è quello di fare sensibilizzazione, per contrastare un fenomeno in preoccupante espansione. «Anche la diffusione delle slot machine in tutti gli esercizi commerciali – prosegue il dott. Intaschi - fanno si che aumentino i giocatori patologici e quindi il problema sociale». L’Unità Funzionale del Ser.T. ha quindi formalizzato un'equipe multidisciplinare di riferimento e coordinamento per il GAP (Gioco d’azzardo patologico), nel 2010. E’ costituita dal medico Aglietti Mirella, uno psicologo il dott Tonarelli Marilena, e una assistente sociale il dott Paolinelli Jelly. Tuttavia, per adesso questa patologia potrà essere trattata soltanto con un percorso di prevenzione primaria, secondaria e di formazione.
«Il gioco d’azzardo patologico è infatti inserito nell’ultima classificazione delle malattie nel DSN, 5^ edizione (ovvero la bibbia della medicina), inserita nel capitolo "Addictions" (dipendenze) – descrive Guido Intaschi. Nell’Antica Roma "addictino" era chi diventava schiavo per debiti che non era più in grado di pagare. Dunque ci si riferisce a chi perde il controllo di se stesso, e ha una dipendenza comportamentale senza sostanza». Negli incontri saranno sviscerate le false credenze sul gioco d’azzardo, grazie ad alcuni matematici torinesi dalla società di formazione e comunicazione scientifica TAXI1729 (che ha ideato il progetto “Fate il nostro gioco”, famosa a livello nazionale per interventi in TV tra i quali “Le Iene”). Ad esempio la falsa credenza di chi si illude di risolvere i problemi economici con questi giochi, e poi finisce nell’addiction.
Tiziano Baldi Galleni
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