Sicurezza
Un piano di rientro da 18 milioni
Molti immobili in vendita, assunzioni con rinuncia al pregresso e controllo serrato
VIAREGGIO. Un piano di rientro da diciotto milioni con le banche, certificato da una società specializzata tra le più quotate, per consentire all’Arciconfraternita della Misericordia di avere il futuro che merita la più antica associazione di volontariato della città. Se ne è parlato molto ma in gran segreto negli ultimi mesi. Perché il piano, per essere approvato, prevedeva vincoli strettissimi per tutti gli aspetti della “remise en forme” dell’Arciconfraternita. Compreso un consistente pacchetto di vendite di immobili - gli stessi che la Misericordia dal 2011 almeno prova a piazzare su un mercato del mattone che ha accusato davvero la crisi economica - e l’assunzione di nove dipendenti della cooperativa “Comise” che, però, dovranno rinunciare quanto loro dovuto per il passato, post licenziamento. Sono solo alcuni dei particolari che trapelano dalla cortina di silenzio imposta intorno all’operazione-salvezza, comprensiva - è assai probabile - anche di un cambio di vertici così da poter inaugurare davvero una nuova era.
Il bilancio al dicembre 2013 - del quale “il Tirreno” aveva dato ampio conto nei mesi scorsi si era chiuso con un segno meno pari a due milioni (2.001.134), dopo un 2012 che si era fermato a quota meno 808.110 euro.
I debiti indicati in bilancio come nei confronti del sistema bancario ammontavano a 11 milioni e 645.867 euro.
Per quanto riguardava il valore della produzione, il bilancio rilevava una criticità per quanto riguardava la gestione del cimitero della Misericordia (al Marco Polo).
Sono 51 gli immobili - ancora nel bilancio 2013 - contabilizzati in bilancio, per un valore di 32.774.227 con un decremento di quasi 5 milioni (4.723.310 euro) rispetto all’inizio dello stesso anno. Nel fare il quadro del “tesoretto” immobiliare è bene sapere che «la Misericordia nel 2008 si è avvalsa della possibilità di rivalutare tutti i fabbricati in bilancio al 31/12/2007, utilizzando il valore minimo degli indicatori Omi. Da tale operazione è scaturito un fondo di riserva che è ridotto per compensare la perdita 2012».
L’anno precedente era quello in cui era iniziata la caduta libera: il presidente a vita Roberto Monciatti aveva annunciato il ritiro progressivo dal proprio ruolo. Un paio di mesi dopo un istituto di credito aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per gran parte dei beni immobili della Misericordia. A partire dalla sede di via Cavallotti per finire con il De Sortis, passando anche dalla chiesa di via Garibaldi. Per un credito che all’epoca ammontava a 280.000 euro. Tra gli immobili colpiti ci furono anche la vecchia sede di via Barellai, in Passeggiata e villa Baldi, la dimora tardoliberty di Città Giardino. Più una serie di appartamenti sparsi per la città .
Donatella Francesconi
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