Sicurezza
Mitoraj nel tritatutto della campagna elettorale
PIETRASANTA. Igor Mitoraj, e probabilmente la cosa non lo avrebbe fatto felice, finisce nel tritatutto della campagna elettorale. La proposta di Massimo Mallegni, «realizzeremo un museo dedicato a...
PIETRASANTA. Igor Mitoraj, e probabilmente la cosa non lo avrebbe fatto felice, finisce nel tritatutto della campagna elettorale.
La proposta di Massimo Mallegni, «realizzeremo un museo dedicato a Mitoraj al posto del mercato ortofrutticolo» viene rispedita al mittente dal suo dirimpettaio nella corsa a sindaco, Rossano Forassiepi: «Noi il mercato ortofrutticolo lo vogliamo valorizzare, altro che chiuderlo. Ma pensiamo anche ad un museo dell’arte contemporanea in un’altra sede cittadina». Ma non finisce qui perché mentre il sindaco Domenico Lombardi lancia una stilettata al curaro al centro-destra, «ma come, non avevano detto che avrebbero rimosso la lunetta del Maestro dalla chiesa di S.Agostino in caso di successo alle elezioni? E adesso invece pensano ad un museo. Meglio il silenzio, in certi casi», Massimiliano Simoni, ex presidente della Fondazione Versiliana, plaude a Mallegni, «inutile sottolineare come il Museo, realizzato al mercato coperto, possa attrarre un turismo culturale di alto livello» e al tempo stesso chiede la rimozione della scultura “ Torso”, di Roberto Santo dalla rotonda su via Unità d’Italia, «è un evidente tentativo di emulazione-copia del maestro polacco» invitando poi a posizionare una scultura dello stesso Mitoraj a Focette.
Del resto, sempre nel nome di Mitoraj, centro-destra e centro-sinistra si erano vivacemente accapigliati all’indomani dell’inaugurazione della mostra in piazza Duomo. «Non l’hanno minimamente valorizzata, sembrava una sorta di sagra di paese» attaccò Mallegni, «è finito il tempo dei nani e delle ballerine: niente sprechi» replicò Forassiepi che adesso aggiunge: «Il mercato coperto dovrà riconquistare il ruolo di polo d’attrazione e di collegamento tra due parti della città divise da via Oberdan. Abbiamo in mente che questo luogo, con un restyling e con la riqualificazione del collegamento costituito dal sottopasso di via Stagi, possa accogliere il commercio di prodotti alimentari di qualità, cibi e bevande di produzione locale, spazi per la promozione di prodotti a marchio DOP e a Km zero. Dove sia possibile consumare un pranzo veloce o degustare un aperitivo durante la spesa. Questa riqualificazione porterà benefici a tutte le attività commerciali che gravitano intorno al centro storico».
«Per quanto riguarda la creazione di un museo permanente dell'arte contemporanea e degli artigiani pietrasantini, la cui collocazione, da valutare con gli stessi artigiani, dovrà esaltare luoghi simbolici cittadini, lasciando ad altri proposte avventate e certamente non approfondite» conclude Forassiepi.
Proposte che invece Simoni condivide e rilancia. «Sbaglierebbero, gli altri artisti e le gallerie, che vivono e lavorano nella nostra città, a vedere tale iniziativa - il museo Mitoraj, ndr - come una loro diminutio. Oggi non si tratta di collocare una “lunetta” in una Chiesa, dove posso capire i legittimi dubbi e le perplessità di taluno, ma di realizzare un progetto ex novo per una grande comunità artistica. Con importanti ritorni per la comunità».
Una domanda a chiosa della querelle: ma i soldi per realizzare e gestire un museo, dedicato a Mitoraj o all'arte contemporanea in genere, dove verranno recuperati visto lo stato comatoso delle casse di palazzo?
Luca Basile
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