Sicurezza
Un’agenda di fuoco per il nuovo sindaco
Udienza Viareggio Porto il 22 giugno, le materne da salvare, la mobilità del personale, il dissesto, le sanzioni del Mef
VIAREGGIO. Insediamento di fuoco per il nuovo sindaco. Che troverà il Municipio “occupato” dai membri dell’Organismo straordinario di liquidazione, impegnati a portare l’Ente fuori dal dissesto dichiarato il 2 ottobre scorso. E sulla scrivania l’agenda serrata lasciata dal commissario prefettizio. Primo appuntamento il 22 giugno: potrebbe essere il giorno dell’insediamento, in caso di ballottaggio, ed il sindaco fresco di fascia tricolore si ritrova davanti al giudice fallimentare per l’udienza di deposito del piano concordatario della Viareggio Porto in fallimento. Appuntamento non rimandabile, per quanto poco ne possa sapere chi viene catapultato dalle urne dritto al Municipio. Secondo passaggio in Tribunale, il 7 luglio per l’udienza relativa all’istanza di fallimento della stessa società partecipata, presentata dallo Studio Sgrò.
La scuola. Dal porto alla scuola: primo, verificare se il commissario prefettizio avrà o meno prorogato il contratto con Asp per la gestione degli asili nido; secondo, comunicare entro agosto se le scuole materne restano comunali o se saranno statalizzate. Due temi che incidono sull’organizzazione delle famiglie che non possono certo attendere il 15 settembre per capire se “armarsi” di nonne e/o baby sitter o se avranno asili/scuole per i propri figli da zero a sei anni.
Società e personale. Tre società interamente partecipate dal Comune sono già in liquidazione e per i dipendenti della Centro Congressi è sicuro il licenziamento allo scattare del 30 settembre. Perderanno il lavoro? Saranno riassorbiti da altre partecipate? Il cerchio del personale va fatto quadrare da subito: per la Viareggio Patrimonio il sindacato preme per il ritorno dei lavoratori a quel Comune che alla Corte dei Conti ha portato un piano di prepensionamenti accelerato dall’amministrazione commissariale. Ma il nuovo sindaco non potrà assumere: perché lo stato dissesto è regolato da una legge che lo vieta. Chi siederà sulla poltrona che negli ultimi quindici anni è stata occupata da Marcucci, Lunardini e Betti dovrà cavarsela con due dirigenti: Franco Allegretti e Vincenzo Strippoli. Senza ragioniere capo e con l’esigenza di avere un segretario comunale (la scelta deve avvenire entro sessanta giorni dall’insediamento del sindaco) che possa essere anche dirigente dei servizi finanziari.
Somme da recuperare. Non è escluso che un minuto dopo aver posato il calice del brindisi della vittoria, il primo sindaco nell’era del dissesto debba confrontarsi con il piano di mobilità dei dipendenti comunali. E su questo fronte c’è di più: il 29 luglio 2014 è arrivata in Municipio al relazione a firma dell’ispettore del ministero dell’economia Luciano Cimbolini. Relazione da tempo oggetto di un’indagine della Procura di Lucca (pm Fabio Origlio) con delega alla guardia di finanza di Lucca. Nelle quattro pagine di irregolarità emerse nel corso delle verifica amministrativo-contabile, anche tutte quelle relative al denaro percepito in più nelle buste paga dei dipendenti comunali. Vuoi per la «irregolare costituzione del fondo per il trattamento accessorio del personale e della dirigenza in assenza del preventivo riscontro della sussistenza della relativa capacità di spesa», vuoi per «l’illegittima erogazione del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività», passando per l’«errata quantificazione del monte salari ai fini degli aumenti del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e per la produttività del personale». Per finire con «l’illegittima erogazione di indennità atipiche e di compensi per servizi in conto terzi per attività svolte a favore di soggetti integralmente partecipati dall’Ente» e quei compensi erogati «per progetti non ammessi a finanziamenti e per attività di progettazione svolta a favore di soggetti terzi». Un punto, questo, oggetti di indagini anche da parte del Nucleo investigativo dei carabinieri di Lucca che hanno ricostruito con la precisione dell’orologiaio l’intero meccanismo. Tutti soldi che vanno recuperati dalle buste paga dei dipendenti comunali. Ed è trascorso quasi un anno senza che nessuno si sia mosso in tal senso.
Rifiuti. Nel 2017 - non lo si può dimenticare - scade il contratto tra Comune e Sea ambiente, l’azienda della raccolta indifferenziata. Quello con Sea risorse va avanti, sulla carta, fino al 2050, ma Ato ha già detto da tempo che lo sfasamento di date non è legittimo. Il primo cittadino avrà appena il tempo di insediarsi, ed entro fine anno sarà già il momento di mettere mano alle scelte e agli indirizzi per la nuova gara.
Municipale. Tra i temi “forti” della campagna elettorale c’è quello della sicurezza: per il turno notturno che tutti vorrebbero vedere in strada non c’è un euro, così come per nuove telecamere.
Opere pubbliche. Sul fronte opere pubbliche, invece, il Comune di Viareggio non è in grado di anticipare il pagamento - anche minimo - di stadi di avanzamento per le opere eventualmente finanziate/finanziabili dalla Regione (Passeggiata, asse di penetrazione ed altro). E proprio sull’asse c’è una decisione da prendere immediatamente: tentare la composizione del braccio di ferro con Fervet (che ha vinto al Tar dopo 14 anni) o proseguire sulla strada del ricorso al Consiglio di Stato già presentato?
Carnevale. Ad ombrellone chiuso - si dice - è già Carnevale: ma se il governo non stanzierà il milione del contributo per il quale hanno lavorato i parlamentari versiliesi, l’edizione 2016 può contare - ad oggi- su 200.000 euro della Regione. La corsa verso piazza Nieri e Paolini, insomma, si fa con il piombo nelle tasche...
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