Sicurezza
Ponte pronto al ricorso La Lucertola è rassegnata
Nel dopo Palio tiene banco la polemica sulle 2 contrade che non hanno corso Un veterinario di Parma ha visitato il miccio malato, si attendono gli esiti
QUERCETA. Di certo il 60esimo Palio dei Micci (che ha visto festeggiare con il carosello che è risuonato per tutte le vie della piana quercetana la contrada del Pozzo, a digiuno da 11 anni) rimarrà negli annali della storia della manifestazione, e non per un solo motivo. Sicuramente verrà ricordato con gioia dagli organizzatori per quanto riguarda l'incasso: nonostante a colpo d'occhio lo stadio "Buon Riposo" di Pozzi non fosse da tutto esaurito (qualche piccolo spiazzo sulle gradinate aveva fatto temere un calo di pubblico rispetto agli scorsi anni) in realtà dal botteghino i dati hanno abbattuto qualunque timore trasformandolo in un record assoluto per le casse della Pro Loco di Querceta. Ma se questa è la particolarità positiva, è indubbio anche che il Palio 2015 passerà alla storia come il Palio "monco": per la prima volta dal 1956 (anno in cui ebbe inizio la manifestazione) sulla griglia di partenza si sono presentati infatti solo 6 contrade su 8, con Ponte e Lucertola che hanno preferito non gareggiare dopo la squalifica del miccio ufficiale presentando un certificato medico che attestava l'indisponibilità anche dell'asino di riserva. Una macchia, questa, che certo ha un po' rovinato il bel quadro di festeggiamenti per i 60 anni del Palio e che ha scatenato l'ennesima polemica che quest'anno sembra animare il mondo delle contrade (risale a poco più di un mese fa la questione della Staffetta, risoltasi solo con la cancellazione della gara ufficiale). La questione però è ben più seria di quel che si può immaginare, e se di fatto la Lucertola ha accettato senza eccessivi proclami di ingoiare il rospo della squalifica (pur ritenendola ingiusta) tanto non si può dire del Ponte: i rossoblù sembrano avere tutte le intenzioni di procedere anche per vie legali per far luce sull'intricata vicenda. In base al decreto Martini del 2010 infatti (norma che regola le corse degli equidi al di fuori degli ippodromi) sono obbligatori prima di una gara una serie di controlli (sia alla cavalcatura che al fantino) che devono essere svolti da funzionari delle asl locali, tra cui anche il check-up dello stato di salute dell'animale così che corra in piena sicurezza. Durante questa visita (che per decisione del consiglio Pro Loco allora vigente viene fatta non a campione ma a tutti i partecipanti) sabato mattina è stato riscontrato (come testimoniano fonti interne alla Pro Loco stessa) un sanguinamento sul dorso dei due micci di Lucertola e Ponte che ha spinto i due veterinari (l'ufficiale dell'Asl e uno scelto dall'ente) a concordare la squalifica.
Una decisione, questa, che per lo stesso decreto Martini è insindacabile e che non deve tener conto di nessun altro parere esterno. «Noi non abbiamo intenzione di fermarci - dichiara il presidente del Ponte Riccardo Giannelli - abbiamo anzi fatto visitare il nostro miccio ad un veterinario dell'università di Parma e questi ci ha proposto alcune analisi da svolgere per poter appurare se sia o meno reale la micosi riscontrata dall'Asl Versilia e quanto questa possa rendere non idoneo il miccio alla gara. Quando avremo i risultati - spiega - procederemo per tutelarci. Ma non è un attacco alla Pro Loco, anzi: nel caso in cui avessimo ragione, forniremo al consiglio della Pro Loco tutti gli incartamenti affinché dal prossimo anno non sia l'insindacabile decisione di un solo veterinario a escludere una contrada, ma siano invece svolti gli opportuni controlli».
Gabriele Buffoni
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