Il Tirreno

Versilia

Pistola in faccia per il Daytona d’oro

di Corrado Benzio
Pistola in faccia per il Daytona d’oro

Aggredito nella notte giovane facoltoso, ma la volante salva il ragazzo, il Rolex da 30mila euro e blocca 2 napoletani

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VIAREGGIO. A Napoli li chiamano Ròlex. Sì, con l’accento che cade sulla prima vocale e che dà subito un senso di falso, di truffaldino, di Quartieri Spagnoli e Forcella. Ma l’orologio che i tre rapinatori partenopei hanno rubato ad un giovane (e ricco) fiorentino era più che vero. Un Daytona d’oro con tanto di cinturino alternativo (di pelle di coccodrillo al posto del classico intreccio della ditta svizzera) del valore – secondo la Polizia, ma le cifre sono queste – di 25-30mila euro.

Il ragazzo, un facoltoso 25enne di Firenze con casa al mare in via Buonarroti, è stato aggredito alle 3 nella notte fra sabato e domenica. L’enfant doré, è il caso di dirlo, tornava da una serata in discoteca ma era abbastanza lucido da capire che quei due vestiti di nero aspettavano lui e non per invitarlo all’ultimo drink della serata.

Giovanni, questo il nome di fantasia, esce dalla macchina e tenta la fuga. Non ha la prontezza di ripartire in auto, ma non gli riesce: la mossa era ampiamente prevista. Figuriamoci. Scatta l’aggressione, le botte. Il ragazzo reagisce e allora spunta fuori anche una pistola pr minacciarlo di stare calmo. Gente tosta i napoletano e poi sono in tre contro uno. Ma non hanno fatto i conti con un elemento fondamentale per i partenopei: la fortuna. In via Buonarrotti deserta a quell’ora passa la Volante – la polizia non dice se qualcuno ha sentito gridare e ha dato l’allarme – e vede i tre neri e incappucciati che si accaniscono su una persona a terra. Non sono black bloc, ma rapinatori. Il Rolex è già in mano ad uno dei tre e ora sono loro a fuggire alla vista della polizia. Uno scappa a piedi, il secondo monta su un’Alfa. Sedile posteriore perché alla guida c‘è il palo.

L’auto va una veloce retromarcia e si fa tutta via Carrara all’indietro per spuntare sui viali a mare e darsi alla fuga verso Lido. La Volante è costretta a lasciar perdere il terzo uomo e parte alla rincorsa dell’Alfa.

E’ sabato notte, il lungomare della Versilia non è poi così disabitato, soprattutto in un weekend lungo. Si corre bucando semafori ed eventuali stop. L’autista della Volante è bravo e riesce già alla Bussola a bloccare la coppia. In attesa di rinforzi, i due vengono stoppati. Via radio la Volante ha avuto indicazioni dalla centrale che la coppia di malviventi è armata. E’ Giovanni che da Viareggio, via telefonino, ha già raccontao tutto al 113.

Quindi gli agenti si avviciano cauti. Ma la coppia è disarmata, la pistola è rimasta al figgitivo. I due che escono dall’auto sono duetrentenni napoletani con qualche denuncia di furto sul groppone. Uno si chiama Antonio Caiazzo, 31 anni napoletano, l’altro è Domenico Vitale, anche lui del 1983, anche lui partenopeo. Come ha ricordato in conferenza stampa Rosaria Gallucci, dirigente della polizia, classici pendolari del furto, in questo caso di Rolex. Affittano una macchina e salgono in Versilia, dove esibire il Rolex, la Ferrari, la nuova donna è un must dell’industriale fiorentino, pratese o di Santa Croce sull’Arno. Un topos anche letterario se viene raccontato da Alessandro Piperno nel libro che vinse lo Strega, «Con le peggiore intenzioni». Già nella terza pagina il protagonista rimembra il suo passato glorioso, quando con una giovane squinzia a bordo della Jaguar fiammante faceva crepare di invidia i coetanei agèe sul lungomare di Forte.

Insomma è facile capire che il giovanotto esibendo il suo Daytona d’oro, il modello più amato dagli italiani, era stato già intercettato in giornata e poi seguito, in discoteca.

Al ritorno l’agguato, in un momento in cui il viale è deserto e comunque la pineta per la fuga è vicina. Il bottino, poi valeva ampiamente l’impresa. Quando una pericolosa (per il malvivente) rapina in banca può fruttare anche solo mille euro, un colpo da 25-30mila euro non è cosa da tutti i giorni. Il Rolex una volta preso finiva a Napoli per un mercato fiorentissimo. Per capire il valore di questa marca basta segnalare che il Monte dei Pegni valuta solo i Rolex, tutti gli altri orologi li paga al peso dell’oro (se c’è). Insomma anche di fronte al ricettatore più taccagno, un Daytona o un Oyster è come denaro contante.

E quindi tutti pronti ad un’estate dove la caccia al Daytona non finirà certo con gli arresti di domenica notte. Perché i «Ròlex» fanno gola. E la Polizia non può certo lanciare il più banale degli avvertimenti: non esibiteli in pubblico. Ma certo il Rolex di Giovanni era troppo vistoso, troppo bello e appetibile.

E gli è costato anche brutti lividi. E’ costretto nella notte a presentarsi al Versilia ed il referto finale per le botte prese è di 15 giorni.

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