Sicurezza
Anziano rapinato dal vicino di casa
Torre del Lago: il settantenne ha aperto la porta senza timore perché conosceva bene quello che poi si è rivelato essere il suo aggressore
TORRE DEL LAGO. Quando vede chi è al cancelletto del suo giardino non pensa niente di male, nonostante l’ora e nonostante sia solo in casa. Perché la faccia è quella di un suo vicino di casa. Nonostante siano le 22,30 della serata in pieno ponte festivo, l’anziano di 77 anni apre la porta. Per sentirsi dire che alcuni stranieri, probabilmente marocchini, avrebbero rubato le biciclette della sua famiglia. Ma l’uomo che si è presentato a dare l’allarme non è armato di buone intenzioni. Mentre l’anziano cerca di capire cosa sia realmente accaduto, infatti, si sente chiedere quattrocento euro per vedere tornare indietro le due ruote sottratte. A quel punto realizza che qualcosa non va, in quella visita a tarda sera. E reagisce: «Ma che stai dicendo?! Vai via, via...».
Ma il vicino di casa, ormai, è ben deciso ad avere il denaro che gli serve. In qualsiasi modo se lo debba procurare. Così, in un attimo, dà una spinta all’anziano che ha davanti, un uomo minuto, e una volta che l’uomo è a terra si fionda su un borsello di proprietà della vittima. Afferrandone il contenuto.
Il risultato è un bottino da trecento euro, un vero tesoro per l’aggressore che sconta gli arresti domiciliari - dai quali è evaso per compiere la rapina al proprio vicino di casa - e noto alle forze dell’ordine per i problemi di tossicodipendenza. Tra l’altro non è la prima volta che mette a segno colpi nello stretto ambito del territorio intorno alla propria abitazione: è di qualche settimana fa, infatti, la rapina compiuta ad una pizzeria della zona, a pochi passi da casa.
Una volta scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i carabinieri. Accompagnato l’anziano in ospedale, visibilmente sotto choc, ai militari non è servito molto per ricostruire la vicenda ed individuare l’aggressore. A carico del quale - essendo trascorsa la flagranza del reato di evasione - è scattata, diretta all’autorità giudiziaria, la richiesta di revoca degli arresti domiciliari.
Arresti domiciliari che - la riflessione è inevitabile - probabilmente non avrebbero dovuto neppure essere concessi, vista la capacità dell’uomo di reiterare reati pur di procurarsi il denaro necessario.
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